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Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura

SOP di Vercelli

Strada Statale per Torino km 2,5 Vercelli

Tel. 0161-391134-391148 – Fax 0161-294206

e.mail: isc.rice@tiscalinet.it

Compiti statutari

La Sezione Specializzata per la Risicoltura di Vercelli provvede agli studi ed alle ricerche riguardanti il miglioramento genetico del riso, la costituzione di nuove varietà e lo studio di tecniche di coltivazione, secondo le esigenze poste dallo sviluppo dell’economia agricola (Art. 10 G.U. n° 14 del gennaio 1968).

  Cenni Storici

L’attuale Sezione specializzata per la Risicoltura dell’Istituto sperimentale per la Cerealicoltura – ora inglobato nell’Ente C.R.A. (Consiglio per la Ricerca e sperimentazione in Agricoltura), è la più antica tra le Stazioni sperimentali e nasce a Vercelli nel 1908 come Stazione sperimentale di Risicoltura e delle Coltivazioni irrigue, per promozione delle “Associazioni fra gli agricoltori di Novara e Vercelli e l’Associazione d’irrigazione dell’Agro all’Ovest del Sesia” Compito statutario della Stazione era quello di “promuovere e dirigere, sotto l’aspetto agricolo e meccanico tutti gli esperimenti che si faranno presso gli agricoltori nelle loro tenute e dalle Associazioni agrarie in forma collettiva, disciplinandoli e coordinandoli con gli studi scientifici. Tiene pure dietro al movimento economico nazionale ed estero della produzione agricola, traendo le notizie e gli insegnamenti che, nell’interesse della produzione locale porterà alla cognizione degli agricoltori, industriali ed interessati” ( R.Piacco in: RISICOLTURA, n.10-11, 1952).

Concorrono al finanziamento di impianto della Stazione il Governo, le Province, i Comuni, i Consorzi Agrari, le Camere di Commercio, le Casse di Risparmio, le Banche popolari, i Consorzi Agrari, le Associazioni fra gli agricoltori ed altri Enti pubblici e privati delle zone risicole, come riconoscimento della importanza della sperimentazione agraria in risicoltura, per lo sviluppo delle nuove varietà di riso adatte alle nostre condizioni pedoclimatiche

Sin dalla sua fondazione, come Stazione sperimentale prima, e Sezione dell’Istituto in seguito, la Sezione di Vercelli ha rivestito un ruolo di primaria importanza nella storia della risicoltura italiana affiancandosi, dal 1931 in poi, all’Ente Nazionale Risi come uniche Istituzioni pubbliche specificatamente dedicate alla risicoltura. La Stazione sperimentale occupa un ruolo primario nella ricerca e sperimentazione risicola italiana contribuendo allo sviluppo di nuovi materiali genetici sia per selezione sia per incrocio, che costituiranno la base del germoplasma del riso italiano, e allo sviluppo delle tecniche agronomiche che hanno caratterizzato la risicoltura italiana fino agli anni ’60. La Stazione sperimentale di Risicoltura vanta la paternità di alcune delle più importanti varietà di riso italiano contraddistinte da elevate caratteristiche qualitative, quali il Vialone Nano – che di recente ha ottenuto l’IGP Vialone Nano Veronese per la coltivazione in quella zona – e la varietà Roma correntemente coltivata e di ampia diffusione. Per la prima volta nel 1925, presso la Stazione di Risicoltura di Vercelli, è stato effettuato l’incrocio tra due varietà di riso, dimostrando così la possibilità di ampliare i meccanismi di miglioramento genetico della specie incrociando tra di loro varietà con caratteri diversi, dando così origine alla risicoltura contemporanea. La Sezione di Vercelli è sempre stata conosciuta come punto didattico e di scambio di materiali genetici con altri istituti di ricerca nell’area del riso temperato, come Giappone, Cina e America Latina. Tutt’ora partecipa alla rete FAO MedRice, Riso nell’Area Mediterranea.

  Attività attuale della Sezione
L’Istituto è tuttora l’unico organismo ufficiale pubblico di ricerca in risicoltura presente sul territorio della provincia di Vercelli. La sua attività si articola su progetti di ricerca nazionali ed internazionali dediti alle seguenti tematiche: i) miglioramento genetico della specie per la costituzione di nuove varietà in funzione delle richieste di alta resa produttiva e qualitativa; ii) ottimizzazione delle pratiche agronomiche di gestione della coltura; iii) studi e ricerche per l’identificazione dei fattori genetici responsabili del conferimento di caratteristiche importanti quali le resistenze a stress biotici ed abiotici; iv) studio di sistemi innovativi a basso impatto ambientale in risicoltura soprattutto indirizzati alla sostenibilità del sistema produttivo e al rispetto dell’ambiente; v) sviluppo di tecniche di analisi ad alta risoluzione per la valorizzazione qualitativa dei componenti nutrizionali del granello. La Sezione di Vercelli collabora con il Centro Ricerche sul Riso di Castel D’Agogna dell’Ente Nazionale Risi nell’ambito di progetti nazionali promossi dal Ministero per le Politiche Agricole e in progetti a regia regionale (per le Regioni Piemonte e Lombardia), come per esempio il progetto S.I.C. (Sperimentazione Interregionale Cereali) con il Sottoprogetto Riso. Nell’anno 2004 il progetto SIC è stato implementato con un Sottoprogetto speciale Risi Aromatici finanziato dalla Provincia di Vercelli, con l’obiettivo primario di valorizzazione del prodotto per questa particolare categoria. Accanto alla attività di miglioramento genetico vero e proprio, è in continuo sviluppo una attività di esplorazione di tecniche analitiche sempre più sofisticate al fine di una migliore caratterizzazione e valorizzazione qualitativa del prodotto. Durante l’Anno Internazionale del Riso 2004, la Sezione si è resa protagonista insieme all’Assessorato per l’Agricoltura della Provincia di Vercelli, di numerose iniziative quali convegni, mostre tematiche, giornate divulgative, seminari a tema, e la partecipazione finale alla manifestazione della Regione Piemonte “Un Piemonte a tutto riso”, tenutosi al Lingotto di Torino in settembre. Durante l’anno 2004, la Sezione è stata coinvolta nella organizzazione e docenza nell’ambito del Master in Risicoltura organizzato a Vercelli sotto il coordinamento didattico della Università di Torino. Due studenti hanno condotto l’attività sperimentale della tesi di Master presso la Sezione.

L’inizio dell’anno 2005 vede il diretto coinvolgimento della Sezione nel Coordinamento del gruppo di studio designato dalla Regione Piemonte e dalle Province interessate, alla redazione del documento del Piano di Animazione del Distretto del Riso di Piemonte, in conseguenza della adozione della L.R.26, 2003 Istituzione dei Distretti Agroalimentari di Qualità.

  Composizione della Sezione di Vercelli
La Sezione nel suo stato attuale consta di un edificio dalle dimensioni importanti, posto su due piani più un piano seminterrato, completo di locali ad uso ufficio e locali per laboratori, ed altri locali adibiti alle varie attività di sperimentazione. L’Istituto conta sulla disponibilità di una superficie coltivabile di circa 30 ettari posta tutt’intorno al corpo della Sezione, coltivata a riso, con un sistema di canalizzazione per l’irrigazione facente capo al Consorzio Irriguo dell’Ovest Sesia. Appartenenti alla Sezione sono inoltre due proprietà terriere localizzate una in provincia di Vercelli nella zona delle Baragge, terreno acquisito dalla antica Stazione sperimentale per la sperimentazione su riso specifica per quella regione, ed una più estesa (circa 150 ha) in provincia di Novara nel comune di Borgolavezzaro, correntemente data in affitto per coltivazione a riso.

Laboratori e uffici
Come detto a piano terra sono posizionati alcuni uffici (direzione, segreteria, e centro elaborazione dati), la biblioteca (che ha una sua importanza come archivio storico contenente tutte le pubblicazioni storiche della sezione sin dal 1908), oltre all’ingresso, una sala conferenze (per 100 persone), ed una sala riunioni. Su questo piano sono posizionate tutte le unità informatiche in dotazione alla sezione, comprensive di stampanti, scanner e collegamento a internet.

  Al piano superiore sono dislocati n. 12 locali ad uso ufficio e n. 15 locali a uso laboratorio.

Vi sono inoltre attrezzature importanti come ANA1300 Carlo Erba (acquistato circa 25 anni fa), Instrom (mai utilizzato per mancanza del software).

Laboratorio di coltura in vitro: completo di camera di crescita, cappa a flusso laminare e autoclave.

Laboratorio analisi merceologiche: comprensivo di macchina resatrice “Universal” per la lavorazione del risone completa di vagli alveolari per l’eliminazione delle rotture di riso e setacci per l’eliminazione dei granelli immaturi (grana verde). Vi sono presenti inoltre piccoli strumenti per la determinazione delle biometrie del granello e dei principali difetti della cariosside.

Laboratorio analisi facoltà germinativa: sono presenti diversi germinatoi e celle climatiche.   
Laboratoro di microscopia: contenenti due microscopi ottici per osservazione istologiche.

  Nella parte aziendale (Cascina Boraso) risulta presente l’impianto di essiccazione del riso con capacità di 70 qli, e le principali macchine ed attrezzi per la conduzione dell’azienda stessa (1 mietitrebbiatrice, 3 trattrici, erpici, spandiconcimi, seminatrice a file interrate, aratro, etc.).

Inoltre sono presenti le macchine impiegate per la conduzione delle prove sperimentali e precisamente: 2 mietitrebbiatrici parcellari (Iseki), 1 seminatrice parcellare a file e 1 trapiantatrice parcellare. 

 Il complesso della Cascina Boraso

Oltre al corpo proprio dell’Istituto, fa parte della Sezione  il complesso della Cascina Boraso, importante esempio di cascina del secolo XIX, posizionata in stretta vicinanza dell’Istituto. La Cascina Boraso, situata a circa 3 km dalla città, datata 1892 nelle sue parti più antiche, venne acquistata dalla Stazione sperimentale nel 1922 per poter essere adibita a cascina sperimentale e svolgervi le sperimentazioni di campagna.

Essa consiste di numerose costruzioni tutte facenti parte del complesso cascinale, situate su un piano terra ed un piano rialzato, in parte adibite ad uso abitativo per i dipendenti, in parte costituite da locali per la lavorazione del riso, e ricovero per le grandi e piccole attrezzature (locali a tettoia). Il complesso include anche una parte a due piani comprendente - nella parte superiore - un fienile (tutt’ora utilizzato in quanto una parte del terreno prospicente un lato della cascina è mantenuto a marcita per fienagione), ed una parte a piano terra che costituiva la stalla della cascina.

Sul lato sinistro della Cascina Boraso, è inglobata la costruzione che storicamente formava il corpo della Sezione di Genetica della Stazione sperimentale, costruita nel 1931, e che in seguito fu trasformata (due stanze al piano rialzato) in Museo della Risicoltura. Nel Museo suddetto sono conservati prevalentemente materiali genetici vegetali ed animali. Una parte suggestiva è rappresentata dalla collezione di un grandissimo numero di varietà di riso provenienti da tutto il mondo e appartenenti a specie di Oryza diverse, alcune conservate come pianta intera in flaconi tubolari di vetro, altre come pannocchia, risone e sbramato in flaconcini tubolari di vetro, organizzati per regione di provenienza in cassettiere apposite.

Presso la Cascina Boraso sono inoltre conservati variamente oggetti/attrezzature varie, di valore storico documentativo, tutti inerenti alla storia della risicoltura italiana ed alcune grandi attrezzature che servivano alla lavorazione del riso nel secolo scorso. Strettamente annesso alla costruzione ove è ospitato il Museo, vi è un locale che ospita –organizzato su due piani – un impianto di selezione meccanica delle sementi risalente come data di costruzione agli anni ’20, tutt’ora in buono stato di conservazione.

  Proprio in funzione di questo patrimonio appartenuto alla storia della risicoltura italiana sin dai suoi inizi, la Cascina Boraso con la Sezione dell’Istituto, è entrata a far parte dell’Ecomuseo delle Terre d’Acqua, istituito con delibera regionale Regione Piemonte n.518-3700 del 1.04.1999, divenendo, in questo contesto un potenziale polo espositivo. A questo proposito, al fine di ricostituire il patrimonio storico presente presso la Sezione e la Cascina Boraso, e per rendere fruibile al pubblico una parte del patrimonio come polo espositivo permanente dell’Ecomuseo, è stata avviata una azione con la Amministrazione della Provincia di Vercelli per il recupero e la valorizzazione di questa realtà. In particolare è stato effettuato uno studio per un piano di fattibilità per il recupero e restauro del Museo, fruizione del locale a piano terra come ufficio di accoglienza, adeguamento servizi igienici e strutture a norma di legge, recupero della ex-stalla per polo espositivo degli antichi attrezzi agricoli, con un preventivo di investimento pari a circa 400.000 Euro, per il quale è stata preparata la documentazione necessaria per ottenere il finanziamento dalla Regione Piemonte. Il progetto è in itinere.

  Linee di ricerca attuali

Vengono riportate le linee di ricerca attuali facenti parte del programma ordinario e straordinario, facenti capo alle tematiche:

1. Miglioramento genetico del riso

2. Prove varietali e caratterizzazione qualitativa delle varietà

3. Ottimizzazione delle pratiche agronomiche e di gestione della coltura

4. Appendice riguardante i progetti su riso della CEE (Quinto Programma Quadro), nuovo progetto CEE (Sesto Programma Quadro), e Progetti presentati alla Regione Piemonte.

 

1. Miglioramento genetico del riso

  Progetto del Programma Ordinario: Miglioramento Genetico del Riso Italiano (RISOGEN)
Ente finanziatore: MiPAF
Coordinatore del progetto: D.ssa Elisabetta LUPOTTO
Collaboratori: Dr. Stefano CAVIGIOLO, Dr. Diego GREPPI; Dr.Alberto GIANINETTI

  Scopo del progetto: Lo sviluppo dei programmi di miglioramento genetico del riso coltivato in Italia e nelle aree temperate, appartenente al germoplasma Oryza sativa ssp. Japonica, è di fondamentale importanza per garantire ai produttori italiani il rinnovo varietale in funzione delle richieste del mercato e dei consumatori. Le tendenze attuali infatti sono direzionate totalmente verso la costituzione di tipi di riso molto diversificati non solo per classe di appartenenza merceologica (LungoB, LungoA, Medio e Tondo), ma anche per qualità e caratteristiche particolari come per es. i risi aromatici ed i risi pigmentati, che ne promuovano la coltivazione e rappresentino un valore aggiunto per la produzione risicola nazionale. In particolare, la sempre maggior consapevolezza delle proprietà nutrizionali del riso guidano, in questi anni recenti, la scoperta di modi di consumo diversi dal tradizionale, come l’aumentato consumo di riso integrale (nutrizionalmente più ricco del riso bianco) e dei risi pigmentati dalle note componenti nutriceutiche (proprietà antiossidanti).

Pertanto, i programmi di incrocio e selezione per la costituzione di nuove varietà italiane competitive e qualitativamente di pregio costituiscono la base operativa della ricerca in sviluppo sulla specie.

Obiettivi:

·         sviluppo e monitoraggio di nuovi genotipi caratterizzati da elevata capacità produttiva e con caratteristiche del granello in linea con gli standard richiesti dalla nuova OCM riso (elevato contenuto in amilosio, granello lungo e stretto, traslucido, resistenze alle malattie).

·         Proseguimento dei programmi di miglioramento genetico e successiva selezione, relativamente anche all’introduzione del carattere “aroma” in genotipi dotati di buone caratteristiche produttive.

·         Selezione e caratterizzazione di linee pigmentate derivate da varietà qualitativamente eccellenti, per la costituzione di nuove varietà con questi requisiti, e loro caratterizzazione biochimica.

·         Valutazione finale quanti- e qualitativa di alcune linee di particolare interesse per l’iscrizione nel Registro Varietale.

·         Riproduzione, conservazione ed ampliamento del germoplasma risicolo nazionale ed internazionale, presente nella collezione della Sezione.

·         Mantenimento in purezza delle varietà attualmente coltivate di costituzione dell’istituto per la costituzione di seme di nucleo e pre-base, a garanzia della richiesta delle ditte sementiere.


Ricadute: Il lavoro di miglioramento genetico ha come risultato finale la costituzione di varietà competitive di riso italiano a favore del produttore – per quanto riguarda la qualità di coltivazione, resa e guadagno -, dell’industria di trasformazione – per quanto riguarda le qualità richieste dall’industria e delle specifiche qualitative ad essa necessarie - , e del consumatore, che ha direzionato la sua attenzione sulla qualità del prodotto nazionale, nonché sulla importanza della identificazione di filiera produttiva a garanzia di una miglior sicurezza alimentare.

Collaborazioni esterne alla Sezione:

-          Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura: Sezione di: Bergamo, Sezione di Fiorenzuola D’Arda, Sezione di S.Angelo Lodigiano;

-          Centro Ricerche sul Riso – Ente Nazionale Risi. Castello d’Agogna (PV);

-          Centro Grandi Strumenti della Università degli studi di Pavia;

-          Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio (AGROSELVITER) – Università degli studi di Torino

 

Progetto del Programma Ordinario: Studi sulla resistenza ai funghi patogeni del riso (RISORES)
Ente finanziatore: MiPAF
Coordinatore del progetto: D.ssa Elisabetta LUPOTTO
Collaboratori: Dr. Stefano CAVIGIOLO, Dr. Diego GREPPI; D.ssa Carlotta BALCONI; D.ssa Chiara LANZANOVA

Scopo del progetto: La biodiversità del germoplasma di riso Oryza sativa ssp.japonica, coltivata nelle aree temperate, come in Europa nel bacino mediterraneo, rappresenta una fonte preziosa di geni di resistenza ai patogeni fungini, con riferimento prioritario a Magnaporthe (Pyricularia) grisea, agente eziologico del brusone del riso, patologia di principale importanza nel sistema produttivo del riso Europeo.

Il miglioramento genetico classico, sebbene produca costantemente genotipi nuovi caratterizzati da elevata resistenza nei confronti del patogeno, non riesce in ogni caso a produrre cultivars dalla resistenza stabile e duratura, in particolare nei confronti del brusone, dove ogni cultivar dichiaratamente resistente va incontro, dopo alcuni anni, ad una perdita graduale della resistenza, per la comparsa di nuovi e più virulenti patotipi del fungo. Pertanto, nella costituzione di nuove varietà di riso, è necessaria una linea ricerca specifica che associ il miglioramento genetico classico effettuato tramite i metodi convenzionali, allo studio genetico-molecolare dei geni di resistenza e dei loro meccanismi di azione all’interno della pianta. Inoltre, l’impiego di marcatori molecolari definiti per vari geni di resistenza conosciuti, ottenibili da fonti bibliografiche e dalle banche dati stabilite dai Programmi internazionali Genoma Riso) permettono di attuare, mediante incrocio e selezione, una strategia di gene pyramiding per l’ottenimento di genotipi innovativi contenenti più fonti di resistenza. Oltre ai geni di resistenza conosciuti ad interazione gene-to-gene, vengono esplorate altre fonti di resistenza derivate dallo studio di proteine ad attività antifungina derivate da altre specie cereali ed introdotte in riso mediante tecniche di trangenesi. Questa parte del lavoro prosegue gli studi iniziati con il progetto europeo EURICE (QLK5-1999-1484), in collaborazione con altri otto partners internazionali, di recente conclusosi.

  Obiettivi:

·         Costituzione di una banca dati di germoplasma con fonti differenziate di resistenza ai patogeni fungini

·         Identificazione di fonti di resistenza differenziate per i programmi di gene pyramiding.

·         Acquisizione delle sequenze utilizzate per le analisi di PCR per la presenza dei geni Pi

·         Caratterizzazione molecolare dei genotipi italiani mediante AFLP, fingerprinting e clustering di appartenenza.

·         Applicazione dei marcatori molecolari per la valutazione della presenza dei geni di resistenza locali.

·         Applicazione dei marcatori molecolari nei programmi di incrocio e selezione per resistenza al patogeno, con particolare riferimento alla applicazione del gene pyramiding con fonti di resistenza locali (adattate).

·         Messa a punto di tecniche routinarie per la valutazione di resistenza su plantula e per la valutazione della sanità del granello, nonché diagnostica sul tipo di patogeni presenti sulla cariosside ed eventualmente carica di micotossine (vedi recente problema di comparsa di Fusarium moniliforme).

·         Definizione del grado e della efficienza di resistenza acquisita nei confronti di vari patogeni fungini in linee omozigoti di riso contenente un gene di mais che esprime una proteina (b32) ad azione antifungina (prosecuzione in laboratorio di uno studio iniziato con il progetto EURICE nel triennio 2000-2003).

Ricadute: I programmi di miglioramento genetico mirato alla costituzione di cultivars ad elevata resistenza nei confronti dei patogeni fungini permetteranno l’ottenimento di nuovi genotipi dotati di caratteristiche produttive e qualitative superiori (rese per ettaro elevate, miglior comportamento nei confronti della lavorazione industriale, miglior resistenza nei confronti delle principali patologie che colpiscono la coltura, e conseguente più elevata sanità del prodotto). I genotipi ottenuti se in possesso di quelli che sono i requisiti necessari, per l’iscrizione al Registro Varietale Riso, andranno ad incrementare il patrimonio varietale risicolo nazionale, favorendo il rinnovamento di quest’ultimo. Inoltre, studi mirati alla definizione delle modalità di azone di geni ad azione antifungina permetteranno un ampliamento delle conoscenze nel settore della interazione fungo patogeno-pianta ospite.

Collaborazioni esterne alla Sezione:

- Prof.ssa Anna Maria Picco, Dipartimento di Ecologia del territorio e degli Ambienti terrestri,
  
Università degli studi di Pavia;

- Dr. Didier Tharreau, Centre de Cooperation International en Recherche Agronomique pour le Developpement, (CIRAD-  CA) Montpellier (Francia);

- Dr. Ulrich Schaffrath, Reinisch-Westfalische Technische Hochschule – RWTH Institut fuer Biologie, Aachen (Germania).

2. Prove varietali e caratterizzazione qualitativa delle varietA'

Progetto: Sperimentazione Interregionale Cereali – Sottoprogetto Riso (S.I.C.)
Ente finanziatore: MiPAF, Regioni, Provincie.
Coordinatore del progetto: Dr. Norberto POGNA
Coordinatore del sottoprogetto riso: D.ssa Elisabetta LUPOTTO
Collaboratori: Dr. Stefano CAVIGIOLO, Dr. Diego GREPPI, D.ssa Gessica BERTOLDO

Scopo del progetto: S.I.C. è un progetto promosso dal MiPAF con il contributo finanziario delle Regioni e Province. L’Istituto per la Cerealicoltura partecipa alle prove varietali insieme al Centro Ricerche sul riso dell’Ente Nazionale Risi. Il sottoprogetto Riso prevede la valutazione agronomica in ambienti risicoli differenti delle nuove varietà di riso iscritte a registro, in confronto con testimoni tradizionali ad affermata diffusione.

Obiettivi:

·         Creazione di una “Rete Varietale Riso”.

·         Sviluppo di programmi di miglioramento genetico finalizzato all’ottenimento di nuovi genotipi rispondenti alle attuali esigenze del mercato e dei produttori.

·         Valutazione del comportamento varietale nei riguardi della coltivazione in asciutta.

·         Monitoraggio epidemiologico su materiali in campo e su campioni di risone.

·         Valutazioni qualitative su campioni di risone e di riso semigreggio e lavorato.

Ricadute: Il progetto SIC realizza da cinque anni una rete di prove varietali riso localizzate soprattutto nell’area di maggior incidenza della coltura, cioè la zone risicola compresa tra Piemonte e Lombardia. La realizzazione di una rete di prove varietali dislocate nelle principali provincie risicole, permette di valutare il comportamento agronomico delle nuove varietà in prova nelle differenti condizioni pedoclimatiche che caratterizzano l’areale risicolo italiano, per giungere alla definizione di liste di raccomandazione delle varietà più idonee per il mercato, ai fini della loro migliore sede e metodica di coltivazione in funzione della qualità ottenuta.

La Sezione di Vercelli si è impegnata in un ampliamento della rete varietale SIC, iniziato nella campagna 2004, con il Progetto Speciale Riso finanziato dalla Provincia di Vercelli (vedi sotto)

Unità di ricerca impegnate:

-          Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura Sezione Specializzata per la Risicoltura di Vercelli.

-          Centro Ricerche sul Riso – Ente Nazionale Risi. Castello d’Agogna (PV).

-          Centro Grandi Strumenti della Università degli studi di Pavia.

Progetto: Sperimentazione Speciale Riso Provincia di Vercelli – Sottoprogetto risi aromatici
Ente finanziatore: Assessorato Agricoltura Provincia di Vercelli.
Coordinatore del progetto: D.ssa Elisabetta LUPOTTO
Collaboratori: Dr. Stefano CAVIGIOLO, Dr. Diego GREPPI, D.ssa Gessica BERTOLDO

Scopo del progetto: Il progetto promosso dalla Sezione di Vercelli in collaborazione con l’Assessorato Agricoltura della Provincia di Vercelli si propone di effettuare una sperimentazione varietale in aree della Provincia di Vercelli caratterizzate da situazioni pedoclimatiche (natura del terreno, tecnica colturale) differenti ai fini di una valorizzazione qualitativa del prodotto. Il progetto prevede un sottoprogetto dedicato specificatamente alla valutazione qualitativa dei risi aromatici, al fine di dotare la produzione di una “carta d’identità” per l’aroma. I presupposti che sono alla base della seguente ricerca sono il continuo incremento delle importazioni di riso Basmati, soprattutto da paesi extra Ue quali India e Pakistan a seguito della sempre maggiore domanda di questi risi “speciali” da parte dei consumatori nord europei.

Nella sperimentazione rientrano le cinque varietà di riso aromatico bianco che attualmente sono registrate e vengono coltivate sul territorio nazionale. Il Progetto comprende la collaborazione del laboratorio di Gas-Massa del Centro Grandi Strumenti della Università degli studi di Pavia.

Il progetto ha durata triennale con rinnovo annuale.

Obiettivi:

·         Monitoraggio del valore agronomico e del comportamento in campo delle varietà aromatiche italiane nei tre areali della Provincia.

·         Analisi mediante gas-cromatografia da spettrometria di massa per la determinazione dei principali composti volatili nelle varietà di riso.

·         Ottenimento di un profilo metabolico delle varietà aromatiche italiane.

·         Individuazione delle migliori condizioni pedologiche e di coltivazione in grado di esaltare la qualità specifica dell’aroma.

Ricadute: La realizzazione di una serie di prove varietali distribuite in areali differenti, per tipologia di terreno e tecnica colturale, della Provincia di Vercelli permetterà di valutare sia il comportamento agronomico delle nuove varietà iscritte a registro sia nel caso specifico delle varietà aromatiche l’eventuale influenza sullo sviluppo dei composti che determinano l’aromaticità in riso, individuando quelle che sono le migliori condizioni pedologiche e di coltivazione in grado di determinare una esaltazione di tali composti volatili nelle varietà aromatiche italiane.

Unità di ricerca impegnate e relativi responsabili:

-          Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura Sezione Specializzata per la Risicoltura di Vercelli.

-          Centro Grandi Strumenti della Università degli studi di Pavia.

Link:  www.provincia.vercelli.it

3. Ottimizzazione delle pratiche agronomiche e di gestione della coltura

Progetto: Sviluppo e mantenimento di varietà e sistemi produttivi per una cerealicoltura innovativa e sostenibile – Sottoprogetto Riso (CERSTAR)
Ente finanziatore: MiPAF
Coordinatore del progetto: Dr. Mario MOTTO
Coordinatore del sottoprogetto riso: D.ssa Elisabetta LUPOTTO
Collaboratori: Dr. Stefano CAVIGIOLO, Dr. Diego GREPPI, D.ssa Gessica BERTOLDO

Scopo del progetto: L’obiettivo primario di questa ricerca è quello di rendere la coltura del riso nell’ambiente italiano più compatibile sia dal punto di vista economico sia per un maggiore rispetto dell’ambiente, attraverso la valorizzazione delle risorse naturali, delle potenzialità produttive delle varietà coltivate e ricorrendo all’impiego di tecniche alternative in grado di migliorare l’efficienza d’uso dei mezzi produttivi e dei metodi di gestione (tecniche di impianto, metodi e dosi di fertilizzazione, controllo integrato dei parassiti e delle infestanti).

Obiettivi:

· Uso di tecniche alternative di impianto che garantiscano performance varietali analoghe ai metodi di impianto tradizionali e in più consentano di realizzare sostanziali economie dei costi di impianto.

·      Applicazione di metodi di concimazione innovativi che consentano di ottenere una maggiore efficienza d’uso dell’azoto basati su: a) conoscenza delle esigenze e delle fasi cruciali della coltura con i picchi di maggiore richiesta nutritiva; b) tecniche di distribuzione frazionata dell’azoto in relazione alle effettive esigenze monitorate della coltura; c) maggiore ricorso ai fertilizzanti organo-minerali, in sostituzione di quelli tradizionali, che consentano di ottimizzare l’efficienza d’uso dell’N.

· Monitoraggio dell’incidenza delle infezioni prodotte dai più comuni patogeni sullo stato di sanità delle sementi e sulla stabilita produttiva delle varietà coltivate.

· Adozione di varietà adatte all'ambiente di coltivazione italiano e dotate di elevata resistenza alle principali malattie e con pregevoli caratteristiche agronomiche e di qualità del granello.

Ricadute: Migliore conoscenza delle cause legate alla gestione della risaia che determinano una caduta della capacità produttiva e della qualità. Aggiornamento delle fondamentali tecniche di coltivazione, quali l’impianto della risaia, la fertilizzazione, il controllo di alcune infestanti, al fine di fornire strumenti validi per un sensibile miglioramento delle caratteristiche produttive e delle qualità merceologiche dei risi coltivati, soprattutto in funzione di uno sviluppo di tecniche di coltivazione a basso impatto ambientale.

Unità di ricerca impegnate e relativi responsabili:

      - Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura Sezione Specializzata per la Risicoltura di Vercelli.

- Istituto di Chimica Agraria ed Ambientale Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.

Collaborazioni

-          Università di Edimburgo e Max Planck Institute per il progetto RICEOTOPES, per lo studio delle emissioni di metano in risaia e i fattori agronomici che possono influenzarle.

-          Istituto di chimica agraria Università di Piacenza, per prove di concimazione azotata in lisimetri per il confronto di criteri di pratica agricola convenzionale, biologica e integrata (rientrante nel progetto cerstar).

-           Sezione Operativa di Bergamo dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura, per le colture in vitro e la trasformazione biotecnologica del riso per la resistenza ai patogeni.

-          Istituto Agronomico di Bari, per le prove di coltivazione in asciutta del riso.

-          Università di Torino, per la lotta biologica e convenzionale del riso crodo.

4. Appendice riguardante i progetti su riso della CEE (Quinto Programma Quadro), nuovo progetto CEE (Sesto Programma Quadro), Progetti presentati alla Regione Piemonte (2005), e altre Attività rilevanti per la Sezione.

  4.1 PROGETTI INTERNAZIONALI DI RICERCA

Nel periodo 2000-2003 la Sezione di Vercelli, come collaborazione con la Sezione di Bergamo, ha partecipato a due progetti di ricerca e ad un Progetto nelle Misure Addizionali finanziati dalla CEE nell’ambito del Quinto Programma Quadro.

  Coordinatore E.Lupotto: assegnatario del progetto di ricerca CEE EURICE (contratto QLK5-CT1999-1484) “European rice: Transgenes for crop protection against fungal diseases” Il progetto ha visto la partecipazione di nove partners europei e si è svolto nel triennio 2000-2003.

  Partecipante E.Lupotto come unità contraente al progetto di ricerca CEE HYBTECH (contratto QLK5-CT2000-00902) “Development of an environment-friendly F1 hybrid breeding technology”. E’ stato un progetto con sei partners europe e si è svolto nel medesimo periodo.

  Proponente scientifico E.Lupotto, della Azione “Dissemination Conference of current European Research on Rice” RICEUCONF (contratto QLK5-2001-30249) nelle Additional Measures FP5, organizzato alla Fondazione per le Biotecnologie Villa Gualino (Torino), Fondazione della quale E.Lupotto è membro del Comitato Scientifico.

  Nell’ambito del Sesto Programma Quadro Per il prossimo triennio partecipa come unità contraente al progetto di ricerca CEE CEDROME (010205) “Developing drought-resistant cereals to support efficient water use in the Mediterranean area”, coordinato dalla Università di Leiden (Olanda) approvato nel gennaio 2005 e attualmente in negoziazione. Il progetto prevede la partecipazione di dieci partners dell’area mediterranea, ed ha copie specie oggetto del lavoro il riso ed il frumento.

  4.2. PARTECIPAZIONE AD AZIONI COST (CEE)

  1/01/1995-31/04/2000: E.Lupotto - Delegato Nazionale nella Azione COST 824 "Gametic Embriogenesis" della DG XII, UE (Bruxelles), con studi di trasformazione genetica applicata alle cellule gametiche (microspore), e sistemi embriogenici aploidi in riso, mais e frumento tenero. Come delegato per l’Italia nella Azione 824, organizza il Workshop “Genetic transformation and fate of the inserted genes” relativo al Gruppo di Lavoro “Gametic transformation”, Ercolano (NA), 10-12.04.1997.

  28/06/2001-04/11/2006: E.Lupotto - Delegato Nazionale nella Azione COST 851 "Gametic Cells and Molecular Breeding for Crop Improvement" Directorate B – European Commission, Bruxelles, per la applicazione dei diploaploidi nel miglioramento genetico del riso.

  4.3 PROGETTI NAZIONALI DI RICERCA

  La Sezione di Vercelli ha partecipato negli anni recenti a due grandi progetti di ricerca e sperimentazione agraria promossi e finanziati dal MIPAF:

Il PROGETTO S.I.C. (Sperimentazione Interregionale Cereali), al quale ha partecipato per un periodo di 5 anni coordinando la Rete Varietale Riso insieme al Centro Ricerche sul Riso dell’ENR.
e
Il PROGETTO CERSTAR (Sviluppo e mantenimento di varietà e sistemi produttivi per una cerealicoltura innovativa e sostenibile), con ricerca specifica su Riso dal titolo: Sviluppo di tecniche innovative finalizzate alla riduzione dell’impatto ambientale e dei trattamenti chimici per la valorizzazione delle risorse genetiche in riso.

Entrambi i progetti sono stati fonte di dati pubblicati su riviste nazionali del settore, e sono attualmente in elaborazione (CERSTAR) per pubblicazione su riviste internazionali.

  4.4. PROGETTI A REGIA REGIONALE (Regione Piemonte)

  Nel gennaio 2005 la Sezione di Vercelli propone due progetti di ricerca nell’ambito del Bando PROGRAMMA REGIONALE DI RICERCA, SPERIMENTAZIONE E DIMOSTRAZIONE AGRICOLA – TRIENNIO 2005-07 (B.U.Regione Piemonte – n.49, 9 dicembre 2004), rispettivamente:

a) Linea obiettivo:Settore Studi Economici e strategici N. 17: Studi e strategie di contenimento di nuove problematiche fitosanitarie di particolare gravità.
ISC-VC partecipa al Progetto di ricerca dal titolo: Studio sulla importanza fitosanitaria e metodi di prevenzione all'attacco di Fusarium spp. in riso, coordinato da ENSE-Milano

b) Linea obiettivo: Settore Cereali, oleaginose e industriali N.1  Individuazione di percorsi e/o tecniche colturali a "basso input" alternativi ai tradizionali.
ISC-VC partecipa e coordina il Progetto di ricerca dal titolo: Studio di un sistema colturale innovativo in risicoltura (RSN) per una produzione sostenibile e rispetto del territorio.
Coordina il Progetto E.Lupotto.

4.5. PROGETTI DI VALENZA LOCALE

Durante l’anno 2004 è stato attivato in collaborazione con la Provincia di Vercelli –Assessorato Agricoltura, un progetto di ricerca e sperimentazione volto alla caratterizzazione delle varietà aromatiche italiane di riso. Il Progetto “Sperimentazione speciale Riso Provincia di Vercelli”, finanziato specificatamente per un triennio di attività, si è inserito come ampliamento specifico all’interno del progetto S.I.C. (vedi punto 4.3), e si è realizzato con la collaborazione del Centro Grandi Strumenti della Università di Pavia.

E’ importante ricordare che l’attività di sperimentazione agraria su riso, proprio a causa della sua elevata valenza sul territorio ad esso dedicato, gode di particolare attenzione da parte delle amministrazioni locali, le quali sono interessate a supportare con contributi specifici la attività di sperimentazione e ricerca a supporto dei produttori.

4.6. ATTIVITA’ DI DOCENZA

Dal 1984 E.Lupotto segue costantemente internati di tesi sperimentale per il Corso di Laurea in Scienze Biologiche per la Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Genetica e Dipartimento di Fisiologia Vegetale, per il Corso di Laurea in Biotecnologie della Università di Verona, e dal 1999 tesi per il Corso di laurea in Biotecnologie, indirizzo Agrario vegetale, Università degli Studi di Milano, con studenti ospitati presso il laboratorio della Sezione di Bergamo.

Molte delle tesi svolte hanno avuto il riso come specie di studio.

Attività di docenza come professore a contratto:

Anni Accademici 1998-99, 1999-2000, 2000-01: docente a contratto presso l’Università degli studi di Milano, Facoltà di Agraria, per il Corso di Laurea in Biotecnologie, indirizzo Agrario Vegetale, IV anno, corso: Biotecnologie cellulari vegetali, Mod.2: Tecniche di colture cellulari

Anno Accademico 2000-01: docente a contratto presso l’Università degli studi di Torino, Facoltà di Agraria, per il Corso di Laurea in Biotecnologie, indirizzo Biotecnologie Genetiche Agrarie, IV anno, Corso integrativo: Biotecnologie cellulari vegetali e trasformazione genetica.

Anno Accademico 2000-01: docente a contratto presso l’Università degli studi di Sassari, Facoltà di Agraria, per il Corso di Master in Biotecnologie, Progetto Orientamento – P.O.1994/1999, Misura 1.1 – Alta Formazione. Corso: Colture cellulari e vegetali e trasformazione genetica.

Anno Accademico 2001-02: docente a contratto presso l’Università degli studi di Torino, Facoltà di Agraria, per il Corso di Laurea in Biotecnologie, indirizzo Biotecnologie Genetiche Agrarie, IV anno, Corso integrativo: Coltura in vitro di cellule vegetali e  variabilità genetica.

Anno Accademico 2004: docente a contratto per il Corso di Master in Risicoltura, coordinato dalla Università degli studi di Torino. Nell’ambito del master, la Sezione di Vercelli ha ospitato il lavoro sperimentale di tesi finale di due studenti del corso.

Dal 2000 attività didattica per insegnanti di scuola media superiore nell’ambito dei Corsi di aggiornamento sul tema: Biotecnologie Genetiche Agrarie. Dal 2004, anno di inizio delle attività sulla Sezione di Vercelli, sono stati attivati seminari per gli studenti di scuola media superiore, nello specifico Isttuto Tecnico Agrario e Liceo Scientifico, sul tema: Miglioramento genetico e Qualità del riso italiano.

4.7. ATTIVITA’ DI PRESENZA ISTITUZIONALE

Dall’inizio dell’anno 2004, anche in funzione del fatto che è stato Anno Internazionale del Riso (FAO), la Sezione di Vercelli si è attivata con la preparazione di seminari, lezioni, DVD e materiali illustrativi vari, per partecipare a eventi e manifestazioni sul tema RISO ITALIANO. Questa attività divulgativa della Sezione è stata grandemente favorita da finanziamenti specifici attivati dalla Amministrazione della Provincia di Vercelli, settore Agricoltura e Promozione Agricola.

Questa attività si è realizzata con la partecipazione a quattro Fiere/Convegno sulla risicoltura italiana svoltesi in Piemonte, con relazioni a convegno, interviste, attività divulgative e allestimento di stand specifico della Sezione all’interno degli spazi della Provincia di Vercelli / Regione Piemonte. In queste occasioni, la Sezione ha potuto far conoscere non solo l’attività di ricerca e sperimentazione in corso – con brochures e poster relativi ai progetti – ma anche con documentazione storica (fotografie d’archivio e materiali vari) facenti parte del patrimonio della Sezione di Vercelli e della antica Stazione sperimentale di Risicoltura.

L’anno 2004 si è concluso con la partecipazione alla manifestazione “Un Piemonte a tutto Riso”, evento ufficiale della Regione Piemonte per l’Anno Internazionale del Riso, e il 2005 si apre con la partecipazione al MEDIAL Mostra specializzata dell’Agroalimentare – Fiera del Mediterraneo, che si tiene a Palermo 25.02-1.03, 2005.

4.8. IL DISTRETTO DEL RISO DI PIEMONTE

In adeguamento al D.L.vo 228 sulla adozione dei Distretti agroalimentari, la Regione Piemonte, con L.R.n.26 dell’ottobre 2003 ha dato il via alle procedure per la definizione dei Distretti Agroalimentari di Qualità (DAQ), tra i quali è stato chiaramente identificato il Distretto del riso, comprendente le province di Vercelli, Novara, Biella e Alessandria. La Provincia di Vercelli, nominata Capofila per la istituzione del Distretto, ha incaricato il C.R.A. – ISC Sezione di Vercelli, nella persona della D.ssa E.Lupotto, alla costituzione di un gruppo di ricerca per la stesura del documento di Piano del Distretto del Riso, con adeguato finanziamento in proposito. Pertanto in questo contesto, la Sezione specializzata per la Risicoltura di Vercelli, si trova a ricoprire il ruolo di organismo di ricerca di riferimento e coordinatore dello studio del Piano di Distretto del Riso, in collaborazione con la Università di Milano, la Università di Torino, e l’Istituto di Marketing Agroalimentare del Piemonte.

L’incarico ottenuto ed il lavoro di studio che sarà svolto dalla Sezione di Vercelli, e la sua rilevanza a livello locale (Regione Piemonte) e nazionale nel contesto del settore agroalimentare su riso risulta al momento unico caso tra le Sezioni dell’ISC. Questo incarico non solo pone la Sezione di Vercelli in una posizione di rilievo come riferimento alla azione in oggetto, ma permette anche, tramite le collaborazioni attivate, di accrescere le conoscenze nel settore agroalimentare di interesse su tematiche per le quali attualmente l’Istituto non ha specifiche competenze.