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ISTITUTO SPERIMENTALE PER LA CEREAICOLTURA,
SOP di FOGGIA
S.S. 16 km 675 – 71100 FOGGIA

Tel. 0881 742972; 0881 714911 – Fax 0881 713150;

e.mail: cerealicoltura@iscfoggia.it - difonzo@iscfoggia.it

LA STORIA

 

Nel 1919 l’Istituto Nazionale di Genetica per la Cerealicoltura attraverso l’acquisizione della tenuta “Masseria Manfredini” costituμ a Foggia la Stazione di Fitotecnica per le Puglie.

 

Con questa ricca dotazione fondiaria iniziò, subito dopo, un’intensa attività basata inizialmente nella moltiplicazione e conservazione in purezza dei nuovi frumenti, costituiti a Rieti dal Prof. Nazareno Strampelli. In seguito, anche il miglioramento genetico del frumento duro fu uno dei principali obiettivi messi in itinere da questa Sezione.

Il D.P.R. n. 1318 del 23 novembre 1967 diede una svolta alla sperimentazione agraria e, in particolare, l’art. 10 riportava la nascita dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura che istituzionalmente “provvede agli studi ed alle ricerche riguardanti la genetica dei cereali, la costituzione di varietà di frumento, mais, riso e cereali minori, nonché la tecnica di coltivazione delle medesime”.

Per effetto della riforma, la Stazione Sperimentale di Foggia venne così trasformata in una “Sezione Operativa Periferica” dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Roma con specifici compiti che riguardavano principalmente il miglioramento genetico del frumento duro, ma anche dell’orzo, sorgo, avena, mais, e l’attività sperimentale volta all’aggiornamento delle tecniche colturali nei cereali.

Nel 1975 venne, infine, costruita l’attuale sede della SOP di Foggia che oggi vanta una superficie aziendale di 145 ettari, di cui 20.500 metri quadrati adibiti a diverse strutture così identificate:

  1. Amministrazione: Direzione con annessa segreteria;
  2. Uffici della ragioneria e del personale tecnico;
  3. Laboratorio per analisi chimiche, biochimiche, fisiologiche;
  4. Laboratorio per analisi molecolari;
  5. Laboratorio per la trasformazione genetica del frumento;
  6. Laboratorio per analisi tecnico-commerciali delle sementi e per le analisi tecnologiche e reologiche della semola;
  7. Locali per la lavorazione sementi, ricovero attrezzature agricole ed officina;
  8. Locali per l’attività di miglioramento genetico (breeding);
  9. Locali per la conservazione dei materiali genetici, per la preparazione dei campi sperimentali e per la tenuta del reagentario;
  10. Biblioteca.

Nello schema sottostante sono riassunti i vari ambiti di ricerca ed i relativi campi applicativi:

 

SINTESI DELLE ATTIVITA’ DI RICERCA

 

MIGLIORAMENTO GENETICO e COSTITUZIONE VARIETALE

 

L’attività di miglioramento genetico del frumento duro è indirizzata verso la costituzione di nuove varietà con migliorate caratteristiche di adattamento agli ambienti difficili del sud Italia (scarse precipitazioni e alte temperature). I programmi di breeding prevedono l’esecuzione di incroci e la selezione dei migliori genotipi mediante selezione ricorrente o metodo pedigree. Le linee vengono selezionati sulla base di caratteristiche produttive (elevata stabilità produttiva e resistenza agli stress biotici ed abiotici) e qualitative, (elevato contenuto in pigmenti -indice di giallo- elevata attitudine alla plastificazione). Si affianca al miglioramento genetico classico, l’uso della mutagenesi artificiale al fine di elevare il livello di variabilità genetica così come l’uso delle moderne tecniche di ingegneria genetica e della trasformazione del DNA ricombinante. Il lavoro svolto fino ad oggi ha portato alla costituzione di varietà di frumento duro di pregio come Tavoliere (1984), Adamello (1985), Ofanto (1990), Fortore (1995), Gargano e Varano (1997), Lesina (1998), Bradano e Vesuvio (1999), Chiara, Ghibli, Sfinge, Sorriso e Turchese (2003) che già iscritte al Registro Nazionale delle Varietà, sette nuovi genotipi dotati di elevata produttività e adattabilità ai climi meridionali sono attualmente in corso di iscrizione.

 

L’attività di miglioramento genetico dell’orzo è stata indirizzata prevalentemente verso la selezione di genotipi adatti alla coltivazione negli ambienti dell’Italia meridionale, con elevata capacità produttiva e con buone caratteristiche qualitative sia per l’alimentazione animale che la produzione di malto. Nel 1993 si è giunti all’iscrizione nel Registro Nazionale delle Varietà della varietà Diomede (polistico, alternativo, precoce, idoneo anche al pascolamento) e nel 1999 della varietà Dasio (distico, alternativo, di elevata produttività, bassa taglia).

 

Da oltre 15 anni l’Istituto si occupa del miglioramento genetico del farro, termine che identifica alcune specie di frumenti vestiti coltivati come Triticum monococcum L. (farro piccolo), Triticum dicoccum Schübler (farro medio) e Triticum spelta L. (farro grande o spelta). La crescente richiesta di prodotti a base di farro ha fatto aumentare l’interesse verso questi cereali è stato perciò avviato un programma di miglioramento genetico volto a selezionare linee di farro produttive e con buona attitudine panificatoria. La selezione operata mediante il metodo per pedigree ha portato alla costituzione di seguenti genotipi di farro: varietà Davide (1997), Mosè e Padre Pio (1999) (incrocio farro dicocco molisano x Simeto); linee 172 R, 209 R e 223 R (incrocio farro dicocco molisano x Ofanto); linea P 12 (incrocio farro spelta Altgold Rotkorn x Centauro), linea B 1030 (incrocio farro spelta Altgold Rotkorn x Bolero) e linee S 2013 e S 2070 (incrocio farro spelta Altgold Rotkorn x Spada).

 

La sezione di Foggia dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura organizza e coordina la Rete nazionale di confronto varietale tra frumenti duri in collaborazione con numerose istituzioni pubbliche e private al fine di definire l’adattabilità delle varietà ai diversi ambienti, di fornire notizie univoche sulle caratteristiche delle varietà in prova e di indirizzare la scelta delle varietà da coltivare.

 

BIOCHIMICA: Stress ossidativo e sistemi antiossidanti negli stress abiotici, nella senescenza e nei processi tecnologici di trasformazione

 

Ruolo dei mitocondri nella resistenza agli stress abiotici in frumento duro

Nell’ambito di questa linea di ricerca sono state condotte una serie di indagini finalizzate allo studio del metabolismo mitocondriale in piante di frumento duro sottoposte a stress idrico e salino. E’ noto, infatti, che gli stress ambientali possono indurre stress ossidativo a livello cellulare e che i mitocondri rappresentano una fonte di specie reattive dell’ossigeno (ROS).

Esistono diversi meccanismi di difesa messi in atto dai mitocondri vegetali per contrastare l’azione dei ROS. Tra questi è importante la prevenzione della produzione mitocondriale dei ROS ad opera dei sistemi dissipativi localizzati a livello della membrana mitocondriale interna: la proteina di disaccoppiamento, PUMP, il canale del K+, PmitoKATP, e l’ossidasi alternativa, AOX. Si tratta di proteine il cui funzionamento determina un abbassamento del potenziale elettrico di membrana, DY, e della produzione di ROS.

Nelle prime fasi di sviluppo, la PUMP ed il PmitoKATP, ma non l’AOX, sono attivati in condizioni di stress iperosmotico secondo il seguente meccanismo: lo stress induce un aumento della produzione mitocondriale di ROS e di acidi grassi liberi, entrambi attivatori di PUMP e PmitoKATP; i due sistemi dissipativi attivati tendono a dissipare il DY e, così, a ridurre l’ulteriore produzione di ROS secondo un meccanismo a “feed-back”. Per contro, l’AOX è risultata essere attivata dagli intermedi del ciclo fotorespiratorio, in particolare da gliossilato e idrossipiruvato; questo suggerisce che l’AOX possa essere attivata nei tessuti verdi quando, in condizioni di stress ambientali, il ciclo fotorespiratorio è particolarmente attivo.

 

 

 

 

Caratterizzazione di mutanti di frumento duro “stay green”

Questa linea di ricerca riguarda la caratterizzazione fisiologica e molecolare di mutanti di frumento duro con fenotipo “stay-green”. Sono in corso indagini finalizzate alla valutazione, in tre linee di mutanti e nel genotipo parentale (cv Trinakria), dell’attività di enzimi di cui è nota l’implicazione nei processi di senescenza cellulare. Si tratta di enzimi con funzione antiossidante (Superossido Dismutasi, SOD, Catalasi, CAT, Perossidasi, POX) e di enzimi in grado di fornire il potere riducente, sotto forma di NADPH, necessario per mantenere i componenti cellulari in uno stato di maggiore riduzione (Glucosio-6-fosfato Deidrogenasi, G6PDH, ed Enzima Malico, ME). In aggiunta, le indagini stanno riguardando anche la valutazione dello stato redox della cellula mediante la misura del contenuto totale del gruppi –SH relativi alle proteine ed al glutatione ridotto.

Nel periodo post-fioritura le linee di mutanti stay green presentano un’attività fotosintetica che si mantiene più a lungo rispetto al genotipo parentale. Nello stesso periodo le linee mutanti mostrano una più elevata attività di SOD, CAT e G6PDH, nonché un più elevato contenuto di gruppi –SH. Ciò suggerisce che il ritardo nella senescenza, che caratterizza i mutanti “stay green”, potrebbe essere la conseguenza di più efficienti meccanismi antiossidanti di difesa, che intervengono all’inizio della senescenza e che comprendono sia la detossificazione dai ROS sia il rifornimento di potere riducente sotto forma di NADPH, entrambi necessari a mantenere i componenti cellulari in uno stato di maggiore riduzione.

 

 

Ruolo  della Lipossigenasi (LOX) nello sbiancamento della semola durante il processo di pastificazione

Nell’ambito del progetto Miglioramento Cerealicolo per Innovazioni Agroindustriali (MiCIA) del Ministero delle Politiche Agricole (MiPAF) sono state condotte indagini tese all’individuazione di inibitori dell’attività di LOX in semola di frumento duro. Questo enzima svolge un ruolo importante nel determinare alcune caratteristiche nutrizionali nonché commerciali dei prodotti finiti della semola. Esso, infatti, determina la co-ossidazione dei pigmenti, in particolare della luteina, presenti nella semola con conseguente perdita di colore della pasta. Un ulteriore aspetto della ricerca su LOX ha riguardato la messa a punto di un nuovo dosaggio enzimatico accoppiato per la determinazione di attività di fosfolipasi A2 (PLA2).

L'attività di LOX è stata caratterizzata nell'estratto di semola determinandone, mediante tecniche spettrofotometriche e polarografiche, la dipendenza dal pH, dalla temperatura, dalla quantità di enzima e dal substrato (Km e Vmax), nonché la variabilità genotipica in diverse varietà. Successivamente è stato caratterizzato, in vitro, l’effetto inibitorio dell’a-tocoferolo, dell’ascorbato e  del b-carotene sull’attività dell’enzima. E’ stato, inoltre, studiato più nel dettaglio il meccanismo di co-ossidazione dei pigmenti ed altre reazioni collaterali quali la generazione di ossigeno singoletto e di composti carbonilici usando la isoforma LOX-1 di soia. Relativamente al dosaggio di PLA2, è stata dimostrata per la prima volta l’esistenza di PLA2 in mitocondri vegetali.

 

 

Collaborazioni esterne

Prof. Donato Pastore, Università degli Studi di Foggia.

Prof.ssa Zina Flagella, Università degli Studi di Foggia.

Dr Giuseppe Spano, Università degli Studi di Foggia.

 

BIOLOGIA MOLECOLARE

Colture in vitro e trasformazione

Sono state definite le condizioni ottimali per ottenere colture cellulari embriogeniche altamente rigenerabili di frumento duro da utilizzare come sistema accettore in esperimenti di trasformazione genetica. Sono state inoltre definite le condizioni per un utilizzo efficiente e riproducibile della trasformazione con metodo biolistico. In particolare, sono stati individuati i parametri ottimali relativi alla tecnica di trasformazione (pressione di He usata per lo sparo, distanza microproiettili-bersaglio, tipo di microproiettili e quantità da usare per ogni sparo, quantità di DNA plasmidico da far precipitare su tali particelle) e allo stadio della coltura in vitro (scutelli di embrioni immaturi, infiorescenze immature, colture embriogeniche) in cui le cellule sono più rispondenti. Allo stesso tempo, è stato messo a punto il protocollo di selezione e di rigenerazione delle cellule trasformate. Lo strumento utilizzato per il bombardamento cellulare è il Biolistic PDS-1000/He della BioRad.

Attraverso il sistema biolistico sono state ottenute piante geneticamente modificate per resistenza alla fosfinotricina, principio attivo dell’erbicida BASTA, e a patogeni fungini e anche piante in cui è stato modificato il trasporto cellulare di proteine tra il reticolo endoplasmatico e l’apparato del Golgi, con effetti sulle proprietà funzionali delle proteine del glutine. Le prime sono state studiate in campo (autorizzato dal Ministero della Salute) per valutare la stabilità del transgene e la sua interazione con la microflora del suolo. Le piante con i geni di resistenza ai patogeni fungini sono in corso di studio per valutare l’espressione a livello molecolare e fenotipico della proteina inserita ed i semi di quest’ultime sono stati moltiplicati (notifica approvata da Ministero della Salute) e sono in corso studi per valutare l’effetto della modifica sulle proprietà reologiche degli impasti. Attualmente, l’attività di ricerca è orientata verso il trasferimento di un fattore di trascrizione di orzo implicato nell’induzione di tolleranza a stress abiotici, in particolare freddo e siccità.

 
Stress abiotici: basi genetiche e molecolari


Una pianta sottoposta ad una situazione di stress risponde con un ri-orientamento del metabolismo cellulare nel suo insieme, con forti conseguenze sul suo sviluppo e principalmente sulla sua capacità produttiva. L’adattamento delle piante agli stress abiotici coinvolge cambiamenti fisiologici e biochimici che sono in gran parte il risultato di modifiche dell’espressione di molti geni. La dissezione genetica e molecolare della tolleranza allo stress ha portato all’identificazione di geni per cui è stato dimostrato un ruolo nella tolleranza da un lato, e a regioni cromosomiche o QTL (quantitative trait loci), coinvolte nella tolleranza agli stress dall’altro. Lo studio dei meccanismi di tolleranza agli stress abiotici nei cereali viene affrontato a livello molecolare isolando i geni coinvolti nei meccanismi di risposta allo stress, ed a livello genetico individuando le regioni del genoma che sono importanti per la tolleranza (vedi figura).

Nel corso di un programma di ricerca finalizzato all’isolamento di geni candidati per un ruolo di regolazione nei meccanismi di resistenza allo stress da freddo, sono stati isolati 15 geni di frumento duro. Alcuni di essi sono regolati anche da stress idrico Attualmente è in corso la caratterizzazione funzionale di questi geni mediante approcci molecolari, biochimici e genetici (analisi di linee knock out di orzo e Arabidopsis), nell’ambito del progetto Agronanotech finanziato dal MiPAF.

Molti dei geni con funzione di regolazione della risposta della pianta allo stress codificano per fattori trascrizionali in grado di regolare l’espressione di molti geni a valle nella cascata di trasduzione del segnale da tress, i cui prodotti contribuiscono all’acquisizione della tolleranza. CorWRKY38 è un gene codificante per un fattore trascrizionale della famiglia WRKY, caratterizzata dalla presenza del dominio “WRKYQ” isolato in orzo come gene indotto da bassa temperatura e disidratazione presso la sez. di Fiorenzuola. Il progetto Miglioramento Tolleranza a Stress (MiPAF) si propone di verificare sperimentalmente il ruolo molecolare di corWRKY38 e di valutare il coinvolgimento di questo gene nei meccanismi di resistenza a freddo e siccità nelle piante. Presso la sezione di Foggia è in corso lo studio funzionale di questo gene mediante realizzazione di piante di frumento duro in grado di sovra-esprimere corWRKY38.

L’analisi dell’espressione genica in condizioni di stress idrico viene condotto anche a livello genomico (Progetto Genoma Frumento Duro MiPAF), mediante la costruzione di librerie di sottrazione con il metodo "PCR select", che permette di ottenere una libreria notevolmente arricchita in cDNA espressi in modo differenziale tra il campione esposto allo stress e il controllo, e mediante analisi microarray, che permette di monitorare l’espressione di decine di migliaia di geni contemporaneamente.

E’ inoltre in corso la realizzazione di tre mappe genetiche in frumento duro per caratteri di grande importanza come produzione e qualità in ambienti caratterizzati da carenza idrica. L’uso di mappe genetiche è fondamentale per studiare caratteri sia qualitativi che quantitativi ed individuare le regioni del genoma che li controllano. E’ inoltre in corso lo studio sistematico della variabilità genetica del frumento duro per caratteri quali produzione ed efficienza nell’uso dell’acqua.

Gli studi di associazione tra caratteri agronomici rilevati in campo e frequenza di determinati alleli ai loci di geni correlati con la risposta allo stress, e lo sviluppo di mappe genetiche con marcatori molecolari su geni espressi, consentiranno di chiarire il ruolo funzionale di molti geni candidati nei meccanismi di tolleranza agli stress abiotici in frumento duro.

 

Collaborazioni esterne

Prof. Michele Morgante dell’Università di Udine;

Prof. Antonio Blanco dell’Università di Bari.

   

FISIOLOGIA VEGETALE: Caratterizzazione di mutanti per la resistenza a stress idrico e salino

 

La conoscenza di meccanismi di tolleranza e/o di genotipi normalmente resistenti agli stress abiotici può favorire la coltivazione anche nelle condizioni pedo-climatiche particolarmente difficili e normalmente sfavorevoli per la generalità di piante agrarie.

Lo studio delle basi fisiologiche dello resistenza allo stress idrico è realizzato con l’uso di mutanti di frumento duro. In particolare, il mutante 422 mostra una superiore capacità, rispetto al wild-type, di accumulare ioni K+ nelle foglie e una superiore resistenza allo stress salino. Il mutante 364 si caratterizza rispetto al wild-type per una marcata alterazione dell’entalpia di idratazione dell’acqua legata, del Q10 dell’acqua, della ritenzione idrica al massimo turgore ed altri parametri correlati.

Nella tabella seguente sono riportati i dati relativi ad una prova condotta seminando nello stesso vaso i due genotipi e irrigando gli stessi con soluzioni crescenti di NaCl. Raffrontato al controllo, il M 422 mostrava una superiorità sia nella capacità germinativa (fino a 250 mM di NaCl, circa il 50% della concentrazione dell’acqua di mare) che nell’altezza delle piante nate. Inoltre, anche a parità di concentrazione salina il mutante mostrava di essere più tollerante rispetto al wild-type.

 

Soluzione

di NaCl

 

(mM)

Conducibilità elettrica della soluzione

(dS m-1)

Conducibilità elettrica della pasta satura di terreno irrorato con la soluzione

(dS m-1)

Semi germinati

 

 

(% del controllo)

Altezza delle

piante

dopo 49 gg

(cm)

 

 

 

wt

M 422

wt

M 422

 

 

 

 

 

 

 

Controllo

  4,46

  1,02

-

-

18

15

 

 

 

 

 

 

 

  50

  5,13

  4,37

33

100

  6

12

 

 

 

 

 

 

 

100

  9,93

  7,34

17

  71

  9

14

 

 

 

 

 

 

 

150

14,40

11,06

17

  43

  2

14

 

 

 

 

 

 

 

200

18,74

14,33

  0

  43

-

  8

 

 

 

 

 

 

 

250

22,88

16,12

  0

  12

-

  8

 

 

 

 

 

 

 

300

26,97

23,83

  0

    0

-

-

 

 

 

 

 

 

 

350

31,60

25,77

  0

    0

-

-

 

 

 

 

 

 

 

Acqua di mare

43,50

34,90

  0

    0

-

-

 

 

 

 

 

 

 

 

MIGLIORAMENTO GENETICO DELLA QUALITA’

Selezione di genotipi dotati di elevati caratteri qualitativi (in collaborazione con il miglioramento genetico)

L’attività si sviluppa essenzialmente come monitoraggio costante del materiale genetico costituito adottando di volta in volta metodi differenti. Per quanto concerce le caratteristiche merceologiche della granella, il lavoro di selezione prevede la valutazione delle caratteristiche del seme, della percentuale di bianconatura e di striminzimento, e del contenuto di ceneri. Le proteine di riserva vengono valutate mediante elettroforesi monodimensionale e, nel prossimo futuro anche con tecniche bidimensionali. Su tutti i materiali in selezione si procede alla determinazione di contenuto proteico, glutine e peso ettolitrico mediante l’apparecchiature Infratec (Foss). La granella delle migliori linee viene macinata e sulle semole viene effettuate l’analisi alveografiche (W e P/L), l’indice di glutine e l’indice di giallo. Il processo di valutazione qualitativa si completa con la valutazione della pasta per il quale si dispone di un impianto pilota di pastificazione con ciclo di essiccazione a bassa temperatura (50°C). Viene inoltre valutato il contenuto di sostanza organica nell’acqua di lavaggio della pasta cotta (S.O.T.), un parametro correlato con la collosità dopo la cottura. Infine, prima dell’iscrizione le linee migliori sono sottoposte ad un ulteriore giudizio qualitativo che comprende un panel test sulla pasta eseguito da un  gruppo di valutatori.

   

attivitA' di ricerca

I principali settori d’intervento riguardano la valutazione delle caratteristiche della granella in relazione alla macinazione e alla resa in semola, nonché lo studio delle caratteristiche dell’amido (frazione amido-resistente) e degli antiossidanti naturali (acidi fenolici) nella granella di frumento duro e di farro (dicocco e spelta) aspetti fondamentali per ottenere alimenti funzionali a base di cereali.

E’ inoltre in atto la valutazione degli aspetti tecnologici legati alla presenza di agenti ossidanti endogeni (sistema LOX) nella granella di frumento duro.

STRUTTURE DI SUPPORTO ALL’ATTIVITA' DI RICERCA

Laboratorio chimico

Presso la sezione di Foggia è attivo un laboratorio chimico che opera dalla fine degli anni ’70. Attualmente il laboratorio, dotato di apparecchiature all’avanguardia e personale altamente qualificato, consente di rilevare molte sostanze di interesse agroalimentare e garantire la qualità analitica dei dati prodotti.

LC/MS/MS

 
Le tipologie di analisi che possono essere condotte vanno dal terreno ai materiali vegetali quali foglie, granella e sfarinati. Le principali molecole che possono essere rintracciate riguardano zuccheri, lipidi, proteine e amminoacidi, vitamine, sostanze antiossidanti, microelementi, sali minerali e contaminanti come micotossine, pesticidi, metalli pesanti ecc.

  In sintesi, la dotazione strumentale del laboratorio chimico di rilevante comprende:

ü      N. 1 LC/MS/MS (liquido massa)

ü      N. 1 ICP/OES (emissione al plasma)

ü      N. 1 GC/MS (gas massa)

ü      N. 2 GC (gascromatografo)

ü      N. 1 IC (cromatografo ionico)

ü      N. 1 HPLC (cromatografo liquido)

ü      N. 2 SPETTROFOTOMETRI UV/VIS

ü      N. 1 ANALIZZATORE DI N2

ü      N. 1 POLAROGRAFO

 

mantenimento in purezza ed attivita' sementiera

La sezione di Foggia dell’Istituto per la cerealicoltura provvede al mantenimento in purezza delle proprie costituzioni varietali di frumento duro e di altre varietà in affidamento per conto terzi come Cappelli, Creso, Nerone e Rusticano, per il frumento duro, Rogar 8, per l’avena, e Diomede e Dasio, per l’orzo. Inoltre, la sezione cura direttamente la diffusione delle proprie varietà nelle zone vocate alla durogranicoltura attraverso contatti con Ditte sementiere dislocate nel Centro e Sud Italia, in collaborazione con la Fondazione “Conte G.G. Morando Bolognini” di Sant’Angelo Lodigiano (LO).

 

Costituzioni varietali della SOP FOGGIA:

Frumento duro: Cappelli (1915) - Adamello (1985) - Ofanto (1990) - Fortore (1995) Gargano e Varano (1997) - Lesina (1998) - Bradano e Vesuvio (1999) - Sorriso, Ghibli, Chiara, Sfinge e Turchese (2003)

Farro: Davide (1997) - Mosè e Padre Pio (1999)

Orzo: Diomede (1993) - Dasio (1999)

L’attività sementiera si sviluppa attraverso un impianto di selezione per cereali a paglia della capacità lavorativa di 1,5 t/h e lo stoccaggio del seme selezionato in 3 silos della capacità complessiva di 75 t e Big-Bags da 1,5 t cadauno. Annesso vi è anche l’impianto per la concia industriale in umido delle sementi. Completano la struttura, tutte le altre attrezzature che consentono un’autonomia nella lavorazione e confezionamento delle sementi sia di pre-base.

      

 

 

Casella di testo:


attrezzature agricolo-sperimentale

Il complesso aziendale è dotato di un ampio parco macchine ed attrezzature che consentono la piena autonomia sia nelle operazioni colturali di campo sia per quanto concerne le attività sperimentali pertinenti alle differenti aree di ricerca e sperimentazione applicata.

                                

 

centro di collegamento ricerca-divulgazione (CCRD)

Con un finanziamento CEE (Reg. CEE 2052/88) a favore delle aree ricadenti nell’Obiettivo 1, nell’ambito del Programma Operativo “Sviluppo della divulgazione agricola e delle attività connesse”, venne realizzato nel 1998 il Centro di Collegamento Ricerca Divulgazione (CCRD).

L’attività del CCRD si esplica attraverso incontri tecnici, riunioni informative, corsi di aggiornamento, convegni, corsi di formazione, seminari, stage aziendali.

 

               

 

PROGRAMMI DI RICERCA

 

-        Miglioramento genetico del frumento duro (Ordinario, MiPAF) - in corso

-        Mappatura di QTLs associati alla stabilità produttiva e alle componenti della produzione (Biotecnologico, MiPAF) - terminato

-        Relazione tra alcuni parametri fisiologici e biochimici e l’espressione di geni indotti in condizioni di carenza idrica (Biotecnologico, MiPAF) - terminato

-        Contenuto in pigmenti carotenoidi e attività ossidasica in frumento duro, selezione e caratterizzazionre biochimico-molecolare (Micia, MiPAF) - terminato

-        Sperimentazione interregionale sui cereali (Sic, MiPAF) - terminato

-        Aspetti quali-quantitativi del germoplasma locale di origine mediterranea in frumento duro in condizioni di bassi input energetici (C.N.R.) - terminato

-        Collaborazione con l’I.P.A. di Foggia (Regione Puglia) - in corso

-        Sperimentazione in Puglia: durogranicoltura orientata verso la produzione di qualità (P.O.P., Regione Puglia) - terminato

-        P.O.M. Molise Misura 4.3.1  1994/99 Comparto cerealicolo (Regione Molise) - terminato

-        Carta della vocazionalità cerealicola degli ambienti campani (Regione Campania) - terminato

-        P.O.M. Misura 2 1994/99 Miglioramento della qualità del grano duro con allestimento di sistemi di qualità certificabili ed in accordo con disciplinari di produzione elaborati in un’ottica di customer satisfation (Ue-MiPAF) - terminato

-        P.O.M. Misura 2 1994/99 Biotecnologie per la valorizzazione di prodotti tipici da forno tipici dell’Italia Meridionale mediante l’individuazione dei fattori che ne determinano la specificità organolettica, biologica e nutrizionale  (Ue-MiPAF) - terminato

-        P.O.M. Misura 2 1994/99 Sistemi integrati in cerealicoltura (Ue-MiPAF) - terminato

-        P.O.M. Misura 2 1994/99 La trasformazione del grano duro in prodotti alimentari nel Meridione d'Italia: analisi strutturale e studio della competitività economica delle diverse fasi dell'intera filiera - terminato

-        Progetto Evaluation and conservation of Barley genetic resources  (Ue-MiPAF) - terminato

-        Monitoraggio della qualità del frumento duro (Regione Basilicata) - terminato

-        Costituzione e valutazione di linee idonee alla pastificazione nella Collina materana (Regione Basilicata) - terminato

-        Progetto Fenologia per l’Agricoltura (MiPAF) - terminato

-        Progetto ECAF Tecniche conservative del suolo (Ue) - terminato

-        Leader II - Gal Misura 5.1 Recupero e valorizzazione di antiche colture (Ue-ISC) - terminato

-        Ottimizzazione dell’efficienza del sistema di trasformazione genetica in vitro mediante sistema biolistico (MiUR)- terminato

-        LEADER II - G.A.L. Misura 5.2 a,b,c, - Istituzione di panieri di prodotti tipici (Ue - ISC-FOGGIA) - terminato

-        Progetto Innovazione tecnologica nel sistema agro-industriale: uso delle biotecnologie per lo sviluppo di nuovi prodotti (MiUR)- terminato

-        AGENZIA 2000 - Caratterizzazione genetica e fisiologica di mutanti di grano duro “stay-green” (C.N.R.) - terminato

-        AGENZIA 2000 - Valutazione dell’efficienza d’uso dell’azoto (NUE) in diverse cultivar di frumento duro mediante l’impiego di 15N (C.N.R.) - terminato

-        AGENZIA 2000 -Valutazione agronomica e merceologica di nuovi genotipi di farro da impiegare nella preparazione di cibi funzionali (C.N.R.) - terminato

-        AGENZIA 2000 -Studio dell’effetto dell’alta temperatura sull’attività di enzimi chiave in piante di grano caratterizzate da diversa tolleranza allo stress termico (C.N.R.) - terminato

-        AGENZIA 2000 - Effetto delle specie reattive dell’ossigeno su mitocondri di piante di interesse agrario e protezione da parte di molecole antiossidanti (C.N.R.) - terminato

-        Progetto - Valutazione di nuovi genotipi di farro da impiegare nella preparazione di alimenti funzionali (MiUR)- in corso

-        Valutazione, conservazione e valorizzazione di collezione di farri (Triticum monococcum, dicoccum e spelta) e orzi (Hordeum vulgare e Hordeum spontaneum) nudi e vestiti (Mi.P.A.F.) - in corso

-        Prospettive e condizioni per lo sviluppo della produzione di seme di frumento duro biologico in provincia di Foggia (MiPAF) - terminato

-        Selezione di genotipi di frumento duro con elevata qualità tecnologica e con resistenza a stress biotici e abiotici (MiPAF) - in corso

-        Tossicità, immunogenicità e sicurezza d’uso alimentare di cereali e specie affini (MiUR -MiPAF) - terminato

-        Strategie innovative per la valorizzazione del frumento duro in Basilicata (ALSIA - Regione Basilicata) - termianto

-        Approcci innovativi di miglioramento genetico dei frumenti coltivati basati sull’uso di germoplasma affine e tecniche di analisi molecolare - (MiUR) - termianto

-        Miglioramento della tolleranza a siccità e freddo nelle piante coltivate: analisi della funzione del fattore di trascrizione “WRKY38” e suoi possibili impieghi- (MiPAF) - in corso

-        Progetto - Potenziamento della strumentazione e delle attrezzature dei laboratori per l’adeguamento alle nuove esigenze della ricerca (MiUR) – in corso

-        Valutazione, conservazione e valorizzazione di farri (Triticum monococcum, dicoccum e spelta) e orzi (Hordeum vulgare e Hordeum spontaneum) nudi e vestiti - (MiPAF) – in corso

-        Valutazione di nuovi genotipi di farro da impiegare nella preparazione di alimenti funzionali - (MiPAF) - in corso

-        Genomica funzionale in Triticeae: studio di funzione di geni regolati nelle fasi precoci di esposizione a freddo e disidratazione in orzo - (MiPAF) – in corso

-        Analisi del genoma del frumento duro per l’identificazione di geni utili per migliorare la tolleranza a carenze idriche e salinità - (MiPAF) – in corso

-        Valutazione di tecniche a basso impatto ambientale per la difesa delle colture di frumento e il controllo delle infestanti. - (MiPAF) – in corso

-        Miglioramento genetico di genotipi di farro (T. dicoccum Schübler e T. spelta L.) per produzioni biologiche di pasta e prodotti da forno - (MiUR) – in corso

-        Proposta di integrazione azioni del progetto finalizzato SIC-Sperimentazione Interregionale sui Cereali (Regione Puglia) – in corso

-        Qualità del frumento duro nell’Alta Murgia barese: attività innovative di processo e di prodotto al fine di una migliore qualificazione e valorizzazione delle produzioni – (C.C.I.A.A. di Bari) – in corso

     

DIVULGAZIONE DEI RISULTATI

 

I risultati della sperimentazione e della ricerca sono pubblicati su riviste e giornali a carattere nazionale divulgativo (Sementi Elette, Terra e Vita, L’Informatore Agrario, Tecnica Molitoria, Molini d’Italia, Bonifica, Terra Pugliese) e su riviste internazionali con referee di seguito elencate:

 

 

COLLABORAZIONI ESTERNE

 

L’istituto è presente sul territorio in maniera attiva e collabora con le realtà economiche e istituzionali, spingendosi oltre i confini nazionali ed europei.

 

collaborazioni con enti pubblici di ricerca

ü      Convenzioni con le Università di Bari, Bologna, Foggia, Lecce e Udine per tesi di laurea e tirocinio pre- e post-laurea o per attività connesse ai progetti di ricerca

ü      Collaborazioni con altri Istituti di ricerca italiani (CRA, CNR, ENEA, AGROBIOS) e stranieri (IACR Gran Bretagna, MAX PLANT Germania, CIMMYT/ICARDA Siria).

 

collaborazioni con enti privati

collaborazioni con industrie chimiche internazionali

BASF, BAYER CropScience, CIFO, COMPO, CROMPTON, DOW AGROSCIENCES, DUPONT, KWIZDA, ILSA, MONSANTO, PHOSYN, SYNGENTA, YARA