Compiti statutari
Miglioramento genetico e tecniche colturali cerealicole. L’attività della sezione è principalmente indirizzata alle ricerche di base ed applicate sulla qualità tecnologica del grano duro ed alla ricerca sugli aspetti genetici, qualitativi ed agronomici della cerealicoltura negli ambienti mediterranei, con particolare riferimento alla adattabilità alle condizioni climatiche caldo – aride.
Cenni storici La Sezione Operativa Periferica di Catania dell’ISC venne istituita con il D.P.R. 1318/1967 e proseguì, in Sicilia, le attività della Stazione Sperimentale di Granicoltura di Catania, istituita nel 1927. Il lavoro svolto dalla Stazione, diretta dal prof. Ugo De Cillis (che successivamente, dal 1947 al 1971, assunse la direzione dell’Istituto Sperimentale per la Cerealicoltura di Roma), ha prodotto, fra l’altro, le varietà Capeiti 8 e Patrizio 6 che, per la loro larga adattabilità, ebbero una rapida diffusione su tutto il territorio nazionale, diventando presto le varietà di frumento duro più coltivate in Italia. Dal 1984 la Sezione ha intensificato progressivamente l’attività secondo i compiti istituzionali, con l’assunzione di nuovo personale scientifico e tecnico, con l’avvio di nuovi progetti di ricerca e di nuove collaborazioni, con l’allestimento di nuovi laboratori di biochimica, di tecnologia e di fisiologia, con l’acquisto di un’azienda agricola sperimentale ed il potenziamento delle attrezzature tecnico-scientifiche e del parco macchine sperimentali (seminatrici e mietitrebbie parcellari ecc.). Nel corso degli anni è stata incrementata l’attività di breeding, in particolare sul frumento duro, orientata principalmente al miglioramento della qualità tecnologica e della produttività anche in condizioni di stress. Considerate le esigenze locali, sono stati avviati specifici programmi di ricerca volti al miglioramento dell'attitudine panificatoria del frumento duro. Quest'attività, riconosciuta anche a livello internazionale, ha contribuito all’avvio di ricerche simili anche in altri Paesi ed all’incremento dell’uso del grano duro in panificazione. Sono state avviate ricerche sul frumento tenero, sull’orzo e sull’avena oltre a prove agronomiche per l’affinamento delle tecniche colturali. Il lavoro di miglioramento genetico ha portato all’iscrizione di una varietà di orzo distico e due varietà di frumento duro. Altre due varietà di grano duro sono in corso di iscrizione. La Sezione è stata impegnata, a livello ministeriale, nella realizzazione dell’accordo interprofessionale sul grano duro e nelle relative campagne di sensibilizzazione rivolte da un lato agli agricoltori, per la diffusione dell’uso di semente certificata, e dall’altra ai trasformatori, per una maggiore valorizzazione della qualità tecnologica del grano duro italiano. A livello regionale, la Sezione ha coordinato le prove della rete nazionale di confronto varietale di frumento duro, frumento tenero, orzo ed avena e partecipato alla rete di prove di frumento duro ed orzo per l’iscrizione delle nuove costituzioni al Registro Nazionale delle Varietà. Nel corso di questi anni la Sezione ha stabilito un proficuo rapporto di collaborazione con i Servizi allo Sviluppo dell'Assessorato regionale all'Agricoltura, per dare nuovo impulso all'attività di divulgazione, attivando un efficace collegamento fra la sperimentazione in atto e la realtà agricola locale. In particolare dal 1997, nell'ambito del progetto Sperimentazione Interregionale sui Cereali (S.I.C.), la Sezione ha assunto il ruolo di coordinatore dell'attività dei Servizi allo Sviluppo per l'Agricoltura (S.S.A.) riguardante la cerealicoltura in Sicilia. In collaborazione con la Regione Siciliana, la Sezione ha avviato realizzazione di un sistema di stoccaggio differenziato per partite omogenee di frumento duro classificate sulla base delle principali caratteristiche qualitative. L'iniziativa, che negli anni è stata implementata con un sistema di certificazione della qualità, costituisce un passaggio determinante ed irrinunciabile ai fini della valorizzazione della produzione siciliana, che l'ISC vuol favorire offrendo la necessaria attività di consulenza tecnico-scientifica e di coordinamento. I rapporti di stretta collaborazione fra Enti di ricerca ed Istituzioni operanti nel settore della filiera cerealicola hanno condotto la sezione di Catania dell’Istituto sperimentale per la Cerealicoltura alla stipula dell’ “Accordo di Programma Quadro per l’Innovazione nella Filiera Cerealicola in Sicilia”, sottoscritto nel mese di aprile del 2004. Inoltre, la sezione di Catania dell’ISC è stata nominata referente scientifico della Regione Siciliana nell’ambito del “Nucleo di Coordinamento Tecnico Scientifico dell’Assessorato Agricoltura e Foreste per la gestione e lo svolgimento delle attività legate alla filiera cerealicola”. La Sezione da diversi anni collabora con le Facoltà di Agraria di Catania e Palermo, ospitando laureati, per lo svolgimento delle tesi di dottorato di ricerca, e studenti per la realizzazione di tesi di laurea e di tirocini pratico-applicativi. Negli ultimi anni è stata avviata una fruttuosa collaborazione con il Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia.
Ricerche svolte negli ultimi 10 anni Gli interessi scientifici ed operativi della Sezione riguardano prevalentemente 6 grandi linee di ricerca, sviluppate nell’ambito di numerosi progetti di ricerca e sperimentazione, finanziati da enti pubblici e privati.
Linee di ricerca: - Miglioramento genetico del frumento duro;
- Qualità del frumento duro con particolare riferimento all’attitudine panificatoria;
- Agronomia e studio di sistemi colturali a basso impatto ambientale finalizzati allo sviluppo di un’agricoltura ecosostenibile;
- Utilizzazione di risorse genetiche e valorizzazione della biodiversità per il miglioramento genetico delle specie cerealicole;
- Miglioramento genetico del grano tenero e dei cereali minori per il Sud Italia;
- Aspetti qualitativi, varietali ed agronomici per lo sviluppo del grano duro e dei cereali minori negli ambienti mediterranei.
Miglioramento genetico del frumento duroContesto tecnico - scientifico La coltivazione del grano duro riveste un’importanza fondamentale per l’agricoltura delle regioni del bacino del Mediterraneo e della Sicilia in particolare. L’Italia contribuisce per il 53,3% alla produzione totale dell’U.E. e la Sicilia partecipa a sua volta con circa il 20% della produzione nazionale (oltre 880 mila t). Nell’isola vengono investiti ogni anno a frumento duro circa 350.000 ettari (il 45% della superficie destinata a seminativi e il 20% della superficie agraria e forestale dell'isola). La capacità competitiva delle imprese cerealicole dipenderà sempre più dalla disponibilità di varietà più produttive, resistenti alle sempre più frequenti condizioni di siccità, adatte a sistemi colturali low input, dotate delle caratteristiche qualitative richieste dalle industrie di trasformazione. Come ausilio al lavoro di breeding tradizionale, si sono affiancati l’uso delle biotecnologie e l’impiego di marcatori molecolari.
Metodi utilizzati Esecuzione di nuovi incroci e reincroci, utilizzando come parentali varietà italiane, ecotipi locali e germoplasma di origine estera. Selezione di progenie in campo ed in laboratorio mediante valutazione bioagronomica e test di resistenza a stress biotici e abiotici. Valutazione di germoplasma in diverse condizioni ambientali, secondo schemi sperimentali ripetuti a reticolo quadro, blocchi randomizzati e Augmented design. Analisi qualitative, merceologiche e tecnologiche dei genotipi selezionati. Spettroscopia nel vicino infrarosso. Selezione assistita.
Risultati Iscrizione di nuove varietà al Registro Nazionale delle Varietà. Selezione di nuove linee caratterizzate da resistenza ad avversità biotiche ed abiotiche. Costituzione di linee di elevata produttività e qualità tecnologica. Selezione di linee stabilizzate derivate da incroci con ecotipi siciliani e da popolazioni sintetiche. Identificazione di genotipi dotati di elevata resistenza alla siccità e di ampia adattabilità agli ambienti caldo-aridi del bacino del Mediterraneo. Introduzione di geni di resistenza alle malattie fungine più diffuse in genotipi tetraploidi provenienti da incroci interspecifici ed intervarietali.
Qualità del frumento duro con particolare riferimento all’attitudine panificatoria Contesto tecnico - scientifico L'utilizzazione del frumento duro in panificazione è in continua espansione ed interessa non solo le regioni del Sud Italia ma anche vaste aree dei Paesi del bacino del Mediterraneo. Una accurata valutazione dell’attitudine panificatoria delle varietà italiane di grano duro ha evidenziato la carenza di varietà dotate di elevata qualità panificatoria. Il ridotto sviluppo del pane che è stato osservato nelle prove sperimentali di panificazione è dovuto alla scarsa estensibilità ed alla elevata tenacità del glutine del frumento duro. Poiché l’estensibilità e la tenacità del glutine sono dipendenti dalle componenti gliadiniche e gluteniniche, è da attendersi che l’individuazione o la costituzione di varietà di duro, caratterizzate dalle componenti proteiche migliori per la panificazione, siano in grado di migliorare l’attitudine panificatoria del frumento duro.
Metodi utilizzati Incroci interspecifici (Triticum aestivum x T. turgidum) e con genotipi a composizione proteica atipica. Analisi reologiche e tecnologiche delle semole di genotipi di frumento duro. Spettroscopia nel vicino infrarosso. Analisi alveografiche e farinografiche. Determinazione dell’indice di qualità del glutine. Test di panificazione sperimentale. Analisi elettroforetiche delle proteine di riserva del seme. Allestimento dei campi sperimentali per la produzione dei materiali da caratterizzare qualitativamente e la valutazione di nuove linee di frumento duro selezionate per la qualità panificatoria. Test di lievitazione - panificazione con ceppi diversi di Saccharomyces.
Risultati Sviluppo di genotipi di grano duro adatti alla panificazione o a duplice attitudine (panificazione e pastificazione). Identificazione delle componenti proteiche del grano duro che conferiscono elevata qualità panificatoria. Definizione di parametri qualitativi per la valutazione della qualità del frumento duro per usi alternativi alla pastificazione. Miglioramento delle qualità del pane di grano duro prodotto sia attraverso sistemi artigianali che industriali. Valutazione della attitudine panificatoria di varietà e vecchie popolazioni siciliane di frumento duro. Salvaguardia e valorizzazione delle risorse genetiche in funzione della qualità del prodotto. Studio della durezza della cariosside del frumento duro in funzione della qualità panificatoria. Identificazione di ceppi di Saccharomyces per l’ottimizzazione del processo di lievitazione nella panificazione del grano duro.
Agronomia e studio di sistemi colturali a basso impatto ambientale finalizzati allo sviluppo di un’agricoltura ecocompatibile e sostenibile Contesto tecnico - scientifico A fronte di una notevole diffusione del grano duro, diversi fattori agronomici concorrono a penalizzare le produzioni unitarie e la qualità del prodotto negli ambienti mediterranei: le difficili condizioni pedo-climatiche che caratterizzano le tipiche aree cerealicole mediterranee, la mancata attuazione di avvicendamenti corretti ed il frequente ricorso alla monosuccessione, l’adozione di tecniche colturali non rispondenti a criteri di ottimizzazione. Inoltre, il ricorso ad inappropriate strategie di gestione dei sistemi colturali ripropone la questione della conservazione della fertilità del suolo. Per queste ragioni diventa sempre più importante lo studio di sistemi colturali agronomicamente razionali, che tengano conto sia degli aspetti economici che delle esigenze di salvaguardia ambientale. La riduzione dei consumi di risorse non rinnovabili e l’adozione dei sistemi “low input” vanno considerati strumenti utili per lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile.
Metodi utilizzati Indagine sugli schemi agrotecnici adottati da aziende rappresentative della durogranicoltura meridionale. Analisi ed elaborazione dei risultati delle indagini per una valutazione dell’efficienza tecnica delle imprese agricole monitorate e la definizione dei fattori colturali limitanti. Allestimento di prove sperimentali riguardanti la preparazione del suolo e le modalità di semina, la scelta delle varietà più idonee, la dose di semente da impiegare, la concia delle sementi, l’epoca di semina, la concimazione (epoca e dosi), i trattamenti diserbanti e antiparassitari. Schemi sperimentali a split plot. Analisi delle componenti della produzione e dei parametri qualitativi. Elaborazione statistica dei risultati agronomici, qualitativi e tecnico-economici.
Risultati Definizione di modelli colturali tesi al contenimento dei costi di produzione, all’incremento delle rese ed all’ottimizzazione della qualità del prodotto. Valutazione di differenti sistemi di preparazione del terreno: semina su sodo, minimum tillage, lavorazione tradizionale. Sviluppo di tecniche agronomiche di aridocoltura. Definizione della quantità e della modalità di somministrazione dell’azoto per la produzione di grano duro di qualità e per la riduzione dell’impatto ambientale dei concimi azotati. Valutazione delle tecniche agronomiche compatibili con la coltivazione dei cereali in regime biologico. Valutazione della produzione quali-quantitativa, della ecocompatibilità e della redditività di successioni cerealicole tradizionali e innovative.
Utilizzazione di risorse genetiche e valorizzazione della biodiversità per il miglioramento genetico delle specie cerealicole Contesto tecnico - scientifico L’impostazione produttivistica dell’agricoltura degli ultimi decenni ha portato alla progressiva scomparsa di antiche varietà e razze locali. Anche nel settore cerealicolo la variabilità genetica è andata progressivamente assottigliandosi, provocando la scomparsa di germoplasma utile. Il mantenimento della biodiversità tra i cereali rappresenta un utile serbatoio di geni che potrebbero essere utilizzati per migliorare la resistenza ai parassiti o agli stress ambientali. Considerate le difficili condizioni pedoclimatiche del bacino del Mediterraneo, risulta opportuno effettuare una caratterizzazione genetica ed una valutazione del germoplasma che conserva ancora una discreta variabilità e che sia dotato di ampia adattabilità agli ambienti tipici di questo areale. Il lavoro di caratterizzazione ed utilizzazione delle risorse genetiche attualmente può essere favorito dal ricorso alla moderne tecniche di biologia molecolare.
Metodi utilizzati Raccolta e classificazione di germoplasma di cereali. Premoltiplicazione ex situ. Analisi genetica mediante PCR. Analisi elettroforetica in SDS-PAGE delle proteine di riserva del seme. Analisi dei principali parametri qualitativi (proteine, glutine, sedimentation test, mixogramma). Analisi statistica della distanza genetica. Caratterizzazione bio-morfologica delle risorse genetiche. Conservazione del materiale in condizioni controllate.
Risultati Caratterizzazione biochimica di tutti i genotipi in collezione. Caratterizzazione qualitativa del germoplasma. Verifica delle caratteristiche bio-agronomiche del germoplasma. Caratterizzazione dei genotipi per la resistenza alle malattie crittogamiche. Schedatura informatizzata delle risorse genetiche raccolte e di tutti i dati ottenuti nella caratterizzazione del germoplasma. Moltiplicazione del materiale utile per programmi di breeding. Utilizzazione dei genotipi dotati di geni utili in programmi di miglioramento genetico. Caratterizzazione attraverso tecniche di DNA fingerprinting, per una precisa identificazione del germoplasma e una valutazione quantitativa della diversità genetica.
Miglioramento genetico del grano tenero e dei cereali minori per il Sud Italia Contesto tecnico - scientifico Diverse ricerche hanno evidenziato che le condizioni ambientali del Sud-Italia consentono di migliorare la qualità del frumento tenero e che questo ha dimostrato negli ambienti meridionali produttività e stabilità produttiva superiori a quelle del frumento duro. Cerali minori, quali orzo, avena e farro, hanno dimostrato inoltre di possedere ottima adattabilità agli ambienti marginali caldo – aridi ed alle condizioni di low input. Considerati i recenti orientamenti della PAC e le difficoltà economiche del comparto grano duro, risulta necessario promuovere la produzione di grani teneri di forza, in grado di ridurre le importazioni di grano di qualità, e disporre di genotipi appositamente costituiti per gli ambienti mediterranei, in grado di ottenere, anche in condizioni di stress idrici e termici, rese elevate e produzioni di ottima qualità tecnologica: farro per produzioni ad elevato valore aggiunto, grano tenero di forza, orzo da malto e per uso zootecnico, avena per uso alimentare, farmaceutico e zootecnico.
Metodi utilizzati Esecuzione di incroci, utilizzando come parentali varietà italiane e germoplasma di origine estera. Allevamento delle progenie in file-spiga secondo il metodo pedigree. Selezione di progenie in campo ed in laboratorio mediante valutazione bio-agronomica e test di resistenza a stress biotici e abiotici. Valutazione agronomica e merceologica delle linee selezionate in condizioni di low input. Selezione di genotipi adatti agli ambienti semi-aridi. Raccolta e collezione di materiale locale. Valutazione di germoplasma in diverse condizioni ambientali, secondo schemi sperimentali ripetuti a reticolo quadro, blocchi randomizzati e Augmented design. Analisi qualitative, merceologiche e tecnologiche dei genotipi selezionati. Selezione assistita.
Risultati FRUMENTO TENERO: identificazione di genotipi di frumento tenero caratterizzati da elevata qualità panificatoria, buona capacità produttiva e ottima stabilità quantitativa e qualitativa della produzione anche in condizioni di stress. Valutazione agronomica e qualitativa di ecotipi siciliani e di varietà canadesi di grano di forza. ORZO: valutazione agronomica delle linee avanzate e costituzione di nuovi genotipi dotati di elevata adattabilità agli ambienti meridionali ed elevata resistenza alla siccità. Selezione delle progenie ottenute da incroci fra genotipi di provenienza nord-africana e varietà italiane. AVENA: selezione di nuovi genotipi dotati di elevata rusticità, resistenza all’allettamento e precocità. Valutazione delle linee selezionate in condizioni di low input. FARRO: valutazione della adattabilità e delle caratteristiche qualitative di genotipi di Triticum dicoccum e T. spelta alle condizioni pedoclimatiche siciliane; identificazione di genotipi adatti alla panificazione nonché alla preparazione di minestre e di prodotti tipici.
Aspetti qualitativi, varietali ed agronomici per lo sviluppo del grano duro e dei cereali minori negli ambienti mediterranei Contesto tecnico scientifico Gli aspetti qualitativi delle produzioni hanno assunto un ruolo di primo piano in tutto il comparto agro-alimentare a causa della crescente domanda di materie prime in grado di soddisfare un mercato globale sempre più esigente. Per quanto riguarda gli aspetti varietali, i dati sulla diffusione delle varietà di frumento duro in Sicilia evidenziano la lentezza del processo di aggiornamento varietale. La cerealicoltura meridionale necessita di una serie di interventi volti alla valutazione della adattabilità delle nuove costituzioni in condizioni di stress idrici, termici e biotici; allo sviluppo di agrotecniche più adeguate per la valorizzazione tecnologica della produzione; alla sperimentazione e valorizzazione di usi alternativi del grano duro allo scopo di ampliare la richiesta di mercato; allo sviluppo di metodologie di monitoraggio finalizzate alla definizione di standard qualitativi, alla qualificazione tecnologica ed alla certificazione della qualità della produzione di frumento duro.
Metodi utilizzati Allestimento di prove sperimentali e dimostrative di confronto varietale di frumento duro e cereali minori in diversi ambienti pedo-climatici siciliani; allestimento di prove epidemiologiche su grano duro e grano tenero; organizzazione di una rete per il monitoraggio qualitativo della produzione di grano duro in Sicilia, Calabria e Sardegna; analisi mediante spettroscopia nel vicino infrarosso; incontri tecnici e seminari per il trasferimento dei risultati; coinvolgimento dei tecnici dei Servizi allo Sviluppo in Agricoltura (S.S.A.) regionali.
Risultati Aggiornamento varietale al fine di favorire la diffusione dei genotipi più idonei agli ambienti mediterranei. Sviluppo di metodologie di monitoraggio finalizzate alla definizione di standard qualitativi e alla qualificazione tecnologica della produzione di frumento duro. Monitoraggio epidemiologico delle principali patologie fungine del grano duro (oidio, ruggini, septoria, ecc.). Realizzazione di un sistema di stoccaggio differenziato del frumento duro su basi qualitative. Caratterizzazione qualitativa delle produzioni di frumento duro dell’Italia meridionale ed insulare. Trasferimento delle innovazioni cerealicole.
La Sezione di Catania dell’I.S.C. ha sviluppato negli ultimi anni, in collaborazione con altri Enti pubblici e privati, i seguenti progetti di ricerca:
¨ “Ottimizzazione della produzione di sementi di qualità di specie cerealicole per l’agricoltura convenzionale e biologica”, Programma Interregionale (PIR), UE – Regione Sicilia, dal 2002, tuttora in corso.
¨ “Conservazione e moltiplicazione di germoplasma di cereali in Sicilia”, misura 1.12 del Complemento di Programmazione del P.O.R. Sicilia 2000-2006, finalizzata alla creazione di una banca del germoplasma vegetale.
¨ “Analisi genomica dei meccanismi alla base della resistenza allo stress idrico e salino in frumento duro” (progetto FRUMISIS – U.O. sezione di Catania dell’I.S.C.), MiPAF, dal 2003, in corso.
¨ “Valutazione agronomica e merceologica di genotipi di farro coltivati in aree interne della Sicilia”, Provincia Regionale di Enna, dal 2002, tuttora in corso.
¨ “Miglioramento della qualità del frumento duro in funzione della attitudine panificatoria” (progetto CERSTAR), MiPAF, dal 2001, tuttora in corso.
¨ “Utilizzazione di risorse genetiche del bacino del Mediterraneo e valorizzazione della biodiversità per il miglioramento del frumento duro” (BIORIGE), MiPAF, dal 2000, tuttora in corso.
¨ “Stoccaggio differenziato del grano duro in Sicilia”, Regione Sicilia, dal 2000, tuttora in corso.
¨ “Assistenza al miglioramento genetico, monitoraggio e previsione quali-quantitativa delle produzioni nelle aree tipiche di coltivazione del grano duro. Coordinamento e promozione delle attività di sperimentazione e sviluppo sull’orzo e sull’avena” (progetto Sperimentazione Interregionale sui Cereali – SIC), MiPAF, dal 1997, tuttora in corso.
¨ “Miglioramento genetico del frumento duro” (scheda 2/80 di attività ordinaria – U.O. sezione di Catania ISC), MiPAF, dal 1980, tuttora in corso.
¨ “Miglioramento genetico dei cereali minori per il sud Italia: orzo, avena e grano tenero” (scheda 12/90 di attività ordinaria), MiPAF, dal 1990, tuttora in corso.
¨ “Ottimizzazione delle materie prime, del processo di lievitazione e del confezionamento della produzione industriale di pane e prodotti da forno convenzionali e dietetici” (progetto POP – Consorzio di ricerca G. P. Ballatore), UE, 1999-2001.
¨ “La trasformazione del grano duro in prodotti alimentari nel meridione d’Italia: analisi strutturale e studio della competitività economica delle diverse fasi dell’intera filiera. (progetto POM 1999-2001 – codice B34), UE, 1998-2001.
¨ “Studio di sistemi colturali a basso impatto ambientale per il frumento duro” (scheda 2/95 di attività ordinaria), MiPAF, 1995-2000.
¨ “Strategie di sviluppo di una moderna cerealicoltura: sistemi integrati per produzioni di qualità” (progetto POM 1994-1999 – codice A16), UE, 1997-2000.
¨ “Ottimizzazione della qualità tecnologica del frumento duro ed in particolare dell’attitudine panificatoria (progetto Miglioramento Cerealicolo per Innovazioni Agroindustriali - MICIA). MiPAF, 1994-2000.
¨ “Valorizzazione delle risorse genetiche e introduzione di tecniche innovative per la coltivazione del frumento duro in una agricoltura sostenibile: valutazione e caratterizzazione agronomica e qualitativa di popolazioni locali e cultivar di provenienza nord-africana maggiormente rispondenti alle nuove problematiche colturali” (progetto coordinato “Frumento duro”) CNR, 1996-1999.
¨ “Identificazione di genotipi di frumento tenero di forza, di buona capacità produttiva nell'ambiente mediterraneo” (progetto Miglioramento Cerealicolo per Innovazioni Agroindustriali - MICIA). MiPAF, 1994-1998.
¨ “Avena: identificazione, nell'ambito di germoplasma locale e internazionale, di genotipi di elevata capacità produttiva e buona qualità per l'industria alimentare e zootecnica” (progetto Miglioramento Cerealicolo per Innovazioni Agroindustriali - MICIA). MiPAF, 1994-1998 ¨ “Sperimentazione per il miglioramento del grano duro in Sicilia”, in collaborazione con la Fondazione Lima Mancuso, l’Università di Palermo e la Stazione sperimentale di Granicoltura. MiPAF 1992-1997.
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“Improving yield and yield stability of barley in stress environments”, in collaborazione con International Center for Agricultural Research in Dry Areas (ICARDA), Aleppo (Siria), 1986-1991.
Campi Sperimentali:
La sezione è dotata di una azienda sperimentale di proprietà, di ettari 22.23.50, sita in località Libertinia, comune di Ramacca (CT). Da molti anni svolge le attività di sperimentazione anche in campi esterni in aziende site a Mineo (CT) e, per le prove in regime biologico, a Raddusa (CT).
Dal 2004 la sezione, a seguito di accordi intercorsi con l’Istituto Sperimentale per l’Agrumicoltura del C.R.A., utilizza per l’allestimento di prove agronomiche anche parte dell’azienda “Arcimusa”, recentemente acquisita dal C.R.A.. La disponibilità di tale azienda, dotata di fabbricati, magazzini e di vaste superfici da poter destinare alla sperimentazione di colture cerealicole, risulta molto importante per lo sviluppo delle attività della sezione.
Collaborazioni INTERNAZIONALI - ICARDA (International Center Agricultural Research in Dry Areas), Aleppo, Siria - CIMMYT (Centro Internacional de Mejoramiento de Maiz y Trigo), Messico NAZIONALI - Parco Scientifico e Tecnologico della Sicilia - Università di Catania, di Palermo, di Reggio Calabria. - Consorzio “G.P. Ballatore per la ricerca su specifici settori della filiera cerealicola” - Consorzio CORERAS (Consorzio regionale per la ricerca applicata e la sperimentazione) - CNR, Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari, Bari - INRAN (Istituto Nazionale di Ricerca per gli alimenti e la Nutrizione), Roma - ENSE (Ente Nazionale Sementi Elette) - Regione Siciliana, Assessorato Agricoltura e Foreste - Stazione Sperimentale di Granicoltura per la Sicilia - Ente di Sviluppo Agricolo (ESA, Sicilia) - CRAS (Centro Regionale Agrario Sperimentale), Cagliari - ERSAT Sardegna (Ente regionale sviluppo assistenza tecnica) - ARSSA Calabria (Agenzia regionale sviluppo e servizi in agricoltura) - CERMIS, Tolentino (MC) - AAT (Agroindustry Advanced Technologies), Catania - AID (Agriculturial Industrial Development) - Eurogen, Enna - Provincia regionale di Enna.
LOCALI - Realtà imprenditoriali della filiera cerealicola (costitutori, società sementiere, aziende agricole, centri di stoccaggio, molini, pastifici, panifici industriali ed artigianali). |