Sei in: Sezione di S.Angelo Lodigianoi  indietro

Il frumento diploide T. monococcum:
un cereale modello per studi genetici, con impieghi alimentari e potenzialmente adatto ad una cerealicoltura a basso impatto ambientale

Si è eseguita la caratterizzazione agronomica e molecolare di una collezione di oltre 1000 accessioni di Triticum monococcum che ha portato ad una più corretta classificazione dei frumenti a genoma A e all'individuazione del più probabile centro di origine della specie.
Sono state identificate linee di monococco in grado di fornire pani di elevato volume, alto tenore proteico e un contenuto in carotenoidi 5-10 volte superiore a quello dei frumenti comuni. Tali linee sono in fase di moltiplicazione e verranno messe a disposizione dell'industria di trasformazione interessata a produrre pani o prodotti da forno con nuove caratteristiche qualitative. 
È in atto anche un programma di miglioramento genetico che si propone la costituzione di varietà di monococco che uniscano alle sopra accennate caratteristiche qualitative una serie di indispensabili caratteristiche agronomiche quali precocità, seme facilmente svestibile, resistenza all'allettamento ed elevata produzione.
In collaborazione con il Max Planck Institut di Colonia (Germania) e con il Prof. Heun dell'Università della Norvegia sono in corso studi volti all'ottenimento di una mappa genetica del monococco, basata sulle informazioni ottenute mediante marcatori molecolari (RFLPs ed AFLPs). Tale mappa sarà utilizzata per la localizzazione, lo studio e la clonazione dei geni responsabili di qualità, contenuto proteico, svestibilità e precocità, in funzione dello sviluppo di sonde e metodi da utilizzare in un programma di selezione assistita.
Dalle analisi elettroforetiche di alcune linee di monococco è emersa la forte correlazione tra la presenza di 3 bande, riferibili a glutenine a basso peso molecolare, e la qualità panificatoria, espressa come volume di sedimentazione e volume del pane. Ci si propone quindi di studiare in dettaglio tali sequenze, viste le importanti applicazioni biotecnologiche che ne potrebbero derivare. A tale scopo è stata determinata la sequenza aminoacidica N-terminale di una di tali bande e si sono costruiti due primers specifici che verranno utilizzati in un programma di selezione assistita.