Sviluppo
di nuovi metodi di selezione e produzione di ibridi F1
Il lavoro iniziato negli anni '70 e ripreso con notevole impegno negli
anni '80 dopo la scoperta degli agenti chimici ibridizzanti, ha fornito
i seguenti risultati:
1) gli agenti chimici sterilizzanti si sono dimostrati in grado di indurre
sterilità pollinica permettendo una semplificazione delle modalità di
produzione degli ibridi;
2) fenomeni eterotici sono stati riscontrati per tutti i principali caratteri
agronomici, mentre per gli aspetti qualitativi essi tendono, nella maggior
parte dei casi ad avvicinarsi al genitore migliore;
3) sono stati evidenziati per tutti i caratteri agronomici e qualitativi
considerati effetti significativi di GCA, mentre gli effetti di SCA sono
risultati più rari;
4) incrociando varietà altamente produttive con varietà di buona qualità
è possibile ottenere ibridi F1 che possiedono capacità produttive superiori
a quelle delle migliori varietà tradizionali associate a buone caratteristiche
qualitative;
5) negli ibridi analizzati e derivati da varietà o linee molto diversificate
per origine geografica e per genealogia sono stati riscontrati effetti
di attitudine combinatoria molto elevati ed inoltre è stato possibile
identificare "breeding groups" che incrociati con opportuni testers dotati
di elevata attitudine combinatoria massimizzano gli effetti eterotici;
6) gli ibridi superano le migliori delle varietà tradizionali anche quando
vengono allevati in condizione di low input; risultano inoltre migliori
sia ad alte che a basse densità di semina.
7) le maggiori informazioni disponibili relativamente all'attitudine combinatoria
hanno permesso recentemente di produrre nuovi ibridi che mostrano effetti
eterotici notevolmente superiori a quelli degli ibridi sviluppati precedentemente;
8) nel 2000, per la prima volta in Italia, un nostro ibrido verrà iscritto
al registro varietale;
9) è stata messa a punto la metodologia per l'esecuzione di programmi
di miglioramento genetico per la produzione degli ibridi basata sulla
selezione ricorrente reciproca;
10) sono stati identificati i caratteri della biologia fiorale importanti
ai fini della selezione delle linee impollinatrici e portaseme;
11) si è sviluppato il "know how" relativo alla gestione dei gametocidi
necessari per la produzione degli ibridi;
12) si è visto che le diverse classi di marcatori molecolari indagati
(RFLPs, RAPDs e AFLPs) sono in grado di stimare le distanze genetiche
tra le varietà di frumento tenero analizzate. Tuttavia le correlazioni
tra distanze genetiche e livello di eterosi, anche se statisticamente
significative, sono risultate troppo deboli per consentirne l'uso nella
previsione dei livelli di eterosi attesi.
È inoltre in corso un programma di miglioramento genetico mediante backcross
e selezione assistita (utilizzando un marcatore molecolare di tipo RAPD)
che mira all'introduzione di un gene di resistenza all'oidio (Pm 13) nelle
migliori cultivar di frumento.
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Sviluppo di popolazioni sintetiche di frumento tenero
Con i metodi di selezione tradizionali che riducono il ruolo della ricombinazione
ad un solo evento meiotico le linee selezionate tendono a mantenere dei
blocchi di concatenazione che ne limitano la potenzialità. Questi possono
invece essere eliminati per mezzo di procedure di selezione ricorrente
che favoriscono la ricombinazione genetica. L'uso della selezione ricorrente
nei cereali autogami era di difficile applicabilità, infatti il costo
ed il tempo necessario alla realizzazione di un elevato numero di incroci
da eseguire manualmente erano troppo elevati. Il problema è stato risolto
grazie alle moderne tecniche di incrocio che prevedono l'uso di gametocidi
chimici.
Lo scopo di questo lavoro è quello di produrre, attraverso l'uso della
selezione ricorrente, popolazioni sintetiche migliorate di frumento tenero
da utilizzare quale materiale di partenza (da rilasciare anche ai costitutori
privati) per l'ottenimento di varietà con caratteristiche agronomiche
e qualitative superiori. Attualmente le popolazioni sintetiche in corso
di miglioramento sono cinque.
Dal 1994 vengono annualmente rilasciate ai costitutori privati che ne
fanno richiesta anche popolazioni F2 ottenute da progenitori con elevata
attitudine combinatoria. A tutt'oggi le popolazioni rilasciate a diversi
costitutari sono state 298. Recentemente è stato anche concordato un programma,
con una società sementiera, per il miglioramento di una loro varietà commerciale.
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Produzione
di piante aploidi e piante transgeniche in Triticum spp.
Sono state migliorate le metodiche di coltura in vitro per la produzione
di diaploidi, sia mediante coltura di antere, che di microspore isolate,
sia attraverso ibridazione intergenerica con Pennisetum americanum. Si
è saggiata una serie di varietà italiane e si è dimostrata l'ampia variabilità
di rispondenza alla coltura in vitro.
Si sono effettuati studi genetici per approfondire le conoscenze sui geni
coinvolti nella regolazione della rispondenza. Si è infine verificata
la forte influenza dell'ambiente, legata in special modo alle condizioni
di allevamento delle piante madri (temperatura e luminosità) ed ai terreni
di coltura.
Per quanto riguarda il progetto di trasformazione, l'attività della Sezione
in questi anni si è rivolta soprattutto all'ottimizzazione delle metodiche
in vitro atte ad aumentare le rese di rigenerazione. Il materiale più
adatto si è rivelato il callo embriogenico derivato da embrioni immaturi.
Gli esperimenti di trasformazione sono stati effettuati presso la Sezione
di Bergamo e si è utilizzato soprattutto il sistema biolistico, inserendo
2 geni che inducono resistenza a patogeni fungini (il gene pgip e il gene
hrgp, contro oidio e ruggini) oltre ad un terzo (gene bar) per resistenza
ad erbicida selettivo. Le piante derivate da tali eventi sono attualmente
in allevamento e contemporaneamente si portano avanti le analisi elettroforetiche
per verificare l'avvenuta trasformazione.
Una parte degli esperimenti di trasformazione è stata effettuata per mettere
a punto la tecnica di infezione mediante Agrobacterium tumefaciens, utilizzando
ceppi specificatamente approntati per i cereali.
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Conservazione
del patrimonio genetico
Già da anni la Sezione si occupa del riordino di una collezione di frumenti
teneri (oltre 3300 accessioni) e di monococco (oltre 1500 accessioni),
ai fini del mantenimento del patrimonio genetico.
Al riordino ed alla classificazione di queste accessioni si è aggiunto
uno studio sulle vecchie varietà (popolazioni locali e prime costituzione
dell'inizio novecento) allevate in condizioni di low input.
Uno studio recentissimo è stato inoltre impostato per verificare, anche
nelle costituzioni del primo novecento, la variabilità a livello qualitativo.
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