| Compiti e attività:
miglioramento genetico del frumento tenero, della segale e di
altri cereali minori; ricerche di base ed applicate sulla qualità
tecnologica e panificatoria dei cereali.
Ricadute: rilascio di germoplasma
di grano tenero, farro piccolo, segale e grano saraceno selezionato
per buone caratteristiche produttive e qualitative; miglioramento
e sviluppo della filiera grano tenero.
Linee di ricerca:
Costituzione varietale
di frumento tenero
Obiettivi: produzione di varietà migliorate
adatte agli ambienti italiani e di qualità tecnologica rispondente
alle utilizzazioni alimentari.
Ricadute: costituzione del primo grano di forza italiano
(Salmone); il suo successo ha contribuito a ridurre sensibilmente
le importazioni tecniche di qualità. Nel 1997 è stata iscritta
la varietà Salgemma (frumento di forza) e nel 1999 Salvia (frumento
panificabile). Le due varietà sono caratterizzate da una discreta
produttività e presentano una ampia adattabilità ai diversi
areali cerealicoli nazionali.
Beneficiari: industria sementiera, agricoltori, industria
di trasformazione e consumatori.
Prove varietali e
caratterizzazione qualitativa delle varietà
Obiettivi: valutazione agronomica e qualitativa delle
principali varietà di frumento tenero, frumento duro, frumento
monococco, segale, triticale, avena e grano saraceno.
Ricadute: aggiornamento annuale della descrizione agronomica
e qualitativa del panorama varietale italiano. Il coordinamento
delle prove di frumento tenero e segale, ha consentito: una
notevole standardizzazione delle metodologie operative nei diversi
centri di ricerca sui cereali; la realizzazione di una rete
informatizzata che consente lo scambio tra i diversi centri
di ricerca; un accelerato processo di ricambio varietale. Per
il frumento tenero si è pure proceduto alla caratterizzazione
qualitativa in funzione della destinazione d'uso, favorendo,
di conseguenza, l'instaurazione in alcuni mercati nazionali
della commercializzazione sulla base delle cinque classi qualitative
definite con i trasformatori.
Beneficiari: agricoltori, utilizzatori e consumatori.
Biochimica e genetica
delle proteine di riserva del seme
Obiettivi: identificare le componenti proteiche che caratterizzano
le varietà italiane e straniere di frumento (tenero, duro e
monococco), al fine della definizione del loro ruolo sulla qualità
proteica della identificazione varietale.
Ricadute: possibilità di pianificare su basi razionali
la scelta dei genitori nei programmi di miglioramento genetico
e di effettuare la selezione precoce per la qualità.
Beneficiari: costitutori varietali e sementieri.
Miglioramento genetico
del frumento tenero: sviluppo di nuovi metodi di selezione e
produzione di ibridi F1
Obiettivi: costituzione di ibridi F1 di grano tenero
di particolare produttività ed adattabilità.
Ricadute: produzione di nuovi ibridi, utilizzando linee
appositamente selezionate per elevata attitudine combinatoria,
che permettano l'ottenimento di produzioni soddisfacenti senza
penalizzare l'aspetto qualitativo. Il primo ibrido è stato iscritto
al Registro Varietale nel 2000.
Beneficiari: industria sementiera e agricoltori.
Sviluppo di popolazioni
sintetiche di frumento tenero a supporto dell'attività dei costitutori
privati
Obiettivi: costituzione di popolazioni sintetiche, attraverso
l'uso della selezione ricorrente, da utilizzare quale materiale
di partenza per l'ottenimento di varietà resistenti alle principali
avversità biotiche ed abiotiche del frumento tenero e con caratteristiche
agronomiche e qualitative superiori.
Ricadute: diffusione di popolazioni segreganti migliorate
per l'avvio di nuovi cicli di selezione.
Beneficiari: costitutori varietali.
Studio di nuovi parametri
qualitativi per il miglioramento dell'attitudine panificatoria
Obiettivi: migliorare la qualità del pane e la sua resistenza
al raffermimento
Ricadute: dimostrazione dell'importanza del carattere
durezza del seme (hardness) ai fini della caratterizzazione
qualitativa delle varietà di frumento tenero, per migliorare
la resa in farina. Analisi genetica e biochimica delle frazioni
proteiche (friabiline) e amilacee per il miglioramento della
resistenza al raffermimento del pane. Individuazione e caratterizzazione
per grado di viscosità dell'amido modificato di genotipi di
frumenti parzialmente waxy.
Beneficiari: costitutori varietali, stoccatori, mugnai.
Ottimizzazione della
coltura del frumento per ridurre gli input energetici
Obiettivi: ottimizzazione della coltura del frumento
e conseguente contenimento dei costi di produzione e/o coltivazione
in condizioni di low input.
Ricadute: identificazione e costituzione di nuovi genotipi
di frumento tenero idonei ad essere coltivati in presenza di
ridotti apporti azotati o con tecniche colturali ecocompatibili;
salvaguardia dell'ambiente.
Beneficiari: agricoltori.
Produzione di piante
aploidi e piante transgeniche in Triticum spp
Obiettivi: produzione di diaploidi e di genotipi transgenici
per resistenza alle avversità biotiche.
Ricadute: accelerazione della produzione di nuove varietà
ed ampliamento della variabilità genetica
Beneficiari: costitutori varietali e industria sementiera.
Conservazione del
patrimonio genetico
Obiettivi: salvaguardia della variabilità genetica attualmente
disponibile.
Ricadute: riordino di una collezione di frumenti teneri
(oltre 3300 accessioni), di monococco e di altre specie di frumento
(oltre 1500 accessioni) e di grano saraceno (circa 500 accessioni)
provenienti da diversi paesi.
Beneficiari: costitutori varietali.
Il frumento diploide
T. monococcum: un cereale modello per studi genetici, per impieghi
alimentari e potenzialmente per una cerealicoltura a basso impatto
ambientale
Obiettivi: produrre pani o prodotti da forno con caratteristiche
qualitative e nutrizionali superiori.
Ricadute: identificazione di linee di monococco in grado
di fornire pani di elevato volume, alto tenore proteico e un
contenuto in carotenoidi superiore a quello dei frumenti comuni.
Beneficiari: ricerca genetica e industria di trasformazione
Reintroduzione in
coltura del grano saraceno (Fagopyrum spp.)
Obiettivi: reintroduzione di una coltura che andava scomparendo
e valorizzazione qualitativa.
Ricadute: individuazione di varietà che presentano una
potenzialità produttiva del 20-30% superiore a quella delle
vecchie popolazioni. Utilizzo del cereale per produzione di
prodotti tipici (pizzoccheri) e del pane. In accordo con i componenti
della filiera è stato elaborato un contratto di compravendita
per questo cereale.
Beneficiari: agricoltori, industria alimentare. |